Sciopero della spesa dopodomani
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fonte:
- La Nuova Sardegna
Torino blocca i rincari al 2%
ROMA. Sciopero della spesa dopodomani, un accordo-guida a Torino che potrebbe essere esteso a livello nazionale, la storica convocazione dei consumatori a Palazzo Chigi. Contro il caro-prezzi le quattro associazioni che hanno dato vita a Intesaconsumatori (Adoc, Codacons, Adusbef e Federconsumatori) chiedono agli italiani di non comprare niente giovedì. Se proprio devono fare acquisti, che anticipino a oggi e domani. «I cittadini lascino anche a casa la loro auto, utilizzino i mezzi pubblici, non facciano benzina», dicono a Intesaconsumatori. Scopo dello «sciopero della spesa» dare maggior forza alle richieste delle associazioni: sul recupero del Fiscal Drag, sull?Iva al 10% per il gas a uso domestico, il taglio di accise e tasse sui carburanti, la liberalizzazione dei saldi, la definizione di un piano energetico basato su risparmio e fonti alternative. I consumatori contestano le cifre Istat sull?inflazione. «E? stata del 6,2% – dicono – la spesa media annua delle famiglie è passata da 26mila 61 euro dello scorso anno a 27mila 673, con trasporti, sanità e salute, servizi bancari che hanno segnato aumenti a 2 cifre (dal 10,2 al 15%). Oltre 1600 euro in più». E non basta, l?erosione del potere di acquisto degli stipendi ha fatto peggiorare la vita all?85% delle famiglie (i dati sono desunti da un?indagine fatta su 500 iscritti alle associazioni). Si è rinunciato ai viaggi all?estero, all?acquisto di libri, cd, giochi per i bambini, alle calzature, alle cene al ristorante. Dall?inizio del 2002, con l?arrivo dell?euro, dalle tasche degli italiani mancano all?appello 50 miliardi di euro. Gianfranco Fini, vicepresidente del consiglio, durante l?incontro con Intesaconsumatori (il primo ufficiale), ha detto che un modo per combattere i prezzi può essere l?estensione a livello nazionale dell?accordo sottoscritto a Torino da associazioni di categoria, sindacati, istituzioni e ministro dell?Economia, Domenico Siniscalco. Blocco dei prezzi per tutto il 2004, calo del 2% da ottobre per i prezzi degli articoli non di marca. «Progetto pilota – dice il ministro dell?Economia – perché come abbiamo scritto nel Dpef al governo sta a cuore la difesa del potere d?acquisto dei salari». «Estensione per passare dalle buone intenzioni ai fatti – dice Fini – un accordo nazionale è questione di alcune settimane». Ma sull?accordo torinese ci sono anche delle ombre. «L?anno scorso – dice il sindaco Chiamparino – abbiamo sottoscritto un accordo analogo che però ha funzionato solo in modo parziale. La vera novità di quest?anno è la presenza del governo». «Questo accordo è stato particolarmente enfatizzato dal ministro Siniscalco – commenta la Cgil torinese – in realtà nessun nuovo accordo è stato sottoscritto e quello del 2003 ha dato risultati parziali: Torino si conferma ai vertici delle città italiane per incremento dei prezzi». E allora giovedì quarto sciopero della spesa: niente colazione al bar, sms, merenda, cinema, teatro, discoteche, automobile; un buon libro invece della tv e niente parrucchiere.
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