14 Settembre 2004

Ancona e Pesaro capitali del carovita




ANCONA – Stop agli acquisti. Almeno per un giorno. E? lo sciopero della spesa proclamato da Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons contro il carovita. E? il quarto negli ultimi due anni. Tra le province, Ancona e Pesaro sono le più care, secondo una recente indagine Federconsumatori. Lo sciopero è in programma per giovedì e per l?occasione l?Intesa ha organizzato presidi nelle quattro province, tutti alle 9.30: ad Ancona in piazza Roma, a Pesaro e Ascoli in piazza del Popolo, a Macerata in piazza della Libertà.

?E` una forma di protesta contro il livello, altissimo, dei pezzi che pone le famiglie di fronte a molte difficoltà – spiegano Pierino Chiacchiarini, responsabile regionale Federconsumatori, e Florio Bisello, Adusbef Marche -. Molte non arrivano a fine mese, tante rinunciamo anche ai prodotti di prima necessità e giungono perfino ad indebitarsi, come confermano i dati del Governatore della Banca d?Italia?.

Da tempo, le associazioni puntano il dito contro l`Istat che, ribadiscono Chiacchiarini e Bisello, ?continua a rilevare dati non veritieri, con un?inflazione al 2-3% e redditi aumentati fino al 3%. Ma tutto questo non corrisponde alla realtà?. Secondo le cifre fornite dall?Intesa, infatti, l?inflazione reale subita dalle famiglie è pari al 6-7% mentre i salari sono cresciuti appena dell?1,7%. ?Ma è colpa anche dei commercianti – aggiunge Bisello – che hanno arrotondato l?euro. Per ciò chiediamo di applicare la legge del sottocosto. In questo modo, i Comuni potrebbe meglio controllare i negozianti?.

Nelle Marche, Ancona e Pesaro sono le città più care, Macerata risulta stazionaria mentre Ascoli è la meno cara, complice anche la grave crisi che attraversa l?intera provincia. Sono questi i risultati di un?indagine compiuta da Federconsumatori Marche relativa al primo trimestre 2004, che ha scelto 16 punti vendita della grande distribuzione e 4 per ogni provincia e un paniere di 155 prodotti limitatamente al settore alimentare.

La valutazione indica che, pur tra molte oscillazioni, si è in presenza di aumenti molto più significativi di quelli rilevati dall?Istat nelle città campione (una media dell?1-1/2%), che esistono prodotti per i quali poi sono considerevoli e generalizzati come acqua e bevande e che, in genere, al contrario i decrementi riscontrati sono di piccola entità. ?Tariffe e prezzi sono cresciuti in modo notevole – puntualizza Chiacchiarini – ma, oltre a questo, va considerata anche la benzina che incide su tutti i prezzi?.

Le proposte dei consumatori? Dicono Chiacchiarini e Bisello: ?Anzitutto una revisione del paniere, più ristretto e tale da prendere in esame le diverse fasce di reddito, quindi, un impegno preciso del Governo per calmierare i prezzi. Infine, adeguare i redditi delle famiglie?.

Allo sciopero della spesa aderiscono anche Destra Popolare e Alternativa sociale che effettueranno volantinaggio nei pressi delle strutture commerciali.

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