Consumatori: l`euro ci è costato 50 miliardi
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Niente aumenti fino a fine anno. Fini: intesa modello. Consumatori: l`euro ci è costato 50 miliardi
ROMA È Torino a spianare la strada nella lotta contro il carovita. Dal capoluogo piemontese è partito infatti l`esperimento per il contenimento e il ribasso dei prezzi nella grande distribuzione che il governo vuole estendere a tutta l`Italia, seguendo il modello francese ed accogliendo, almeno in parte, le richieste dei consumatori. Di fronte alla guerra dichiarata dalle associazioni dell`Intesaconsumatori, che dopodomani hanno invitato le famiglie a rinunciare agli acquisti in segno di protesta, il vicepremier Gianfranco Fini è sceso in campo assicurando l`impegno dell`esecutivo per tutelare il potere d`acquisto di salari pensioni. L`obiettivo è quello di coinvolgere tutte le categorie produttive, commerciali e della distribuzione in uno sforzo comune per il blocco dei prezzi fino a fine anno e in alcuni casi per la loro riduzione. Proprio su questo si basa infatti l`accordo pilota raggiunto a Torino, sotto la «benedizione» del ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco. In pratica, come già proposto anche dal ministro delle Attività produttive Antonio Marzano alla grande distribuzione, i commercianti si sono impegnati a non aumentare i prezzi fino a fine anno e, in alcuni casi, ad effettuare promozioni particolari dal 20 al 30 di ogni mese per venire incontro ai problemi delle famiglie con più basso reddito e a quella che i consumatori hanno già ribattezzato come la «sindrome della quarta settimana». Da ottobre 340 supermercati torinesi abbasseranno inoltre del 2% i prezzi di 600 prodotti con marchio della propria catena.
Spiega Siniscalco: «La speranza è che sia un accordo prototipo da estendere in altre città italiane». Una linea confermata e promossa anche da Fini: «Il governo è convinto della necessità di tutelare il potere d`acquisto dei salari e delle pensioni agendo anche sull`aumento dei prezzi», ha sottolineato al termine di un incontro con i consumatori. Più che soddisfatte le associazioni dell`Intesa dei consumatori, che hanno però mantenuto lo sciopero della spesa. Secondo un loro calcolo, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori sottolineano come dall`introduzione dell`euro gli italiani hanno perso 50 miliardi di euro dalle proprie tasche, vedendosi costretti anche a modificare le proprie abitudini di spesa.
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