14 Settembre 2004

Fini: l?esperimento si deve replicare



ROMA ? Estendere l?intesa di Torino a livello nazionale. Risponde così il vicepremier Gianfranco Fini all?allarme caro-vita lanciato ieri dall?Intesa dei consumatori, che per giovedì prossimo ha proclamato un nuovo sciopero nazionale della spesa, invitando i cittadini a non fare acquisti e a lasciare a casa l?auto. «Partendo dall?accordo locale di Torino, vogliamo estendere a livello nazionale l?impegno dei rappresentanti delle categorie produttive, commerciali e della distribuzione a tenere i prezzi bloccati fino alla fine dell?anno» ha detto ieri Fini, nel corso di un incontro con i rappresentanti delle quattro associazioni (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che aderiscono all?Intesa. Per il vicepremier è necessario, sul modello francese, contenere i prezzi, anche se «per passare dalle intenzioni ai fatti ci vorrà qualche settimana». Soddisfatti, al termine dell?incontro, i rappresntanti dell?Intesa, che hanno sottoposto al Governo le questioni più urgenti: caro-benzina, rc-auto, riduzione dei costi di gestione dei conti correnti bancari, modernizzazione della rete elettrica. «Per la prima volta il Governo come istituzione collegiale ha ascoltato la nostra voce» ha detto il presidente di Adusbef, Elio Lannutti che, in attesa della convocazione di un tavolo tecnico, definisce l?incontro «importante ma interlocutorio». Niente di definitivo, insomma. Così, per denunciare il progressivo impoverimento degli italiani e l?impennata del caro-vita, l?Intesa ha confermato lo sciopero della spesa del 16 settembre. Iniziativa cui hanno già dato la loro adesione Cgil, Fnsi e Coldiretti, che denuncia una flessione del 3,3% negli acquisti di cibi e bevande tra gennaio e agosto, nonostante i prezzi pagati agli imprenditori agricoli continuino a diminuire. Dato confermato da uno studio dell?Intesa consumatori secondo il quale, dall?introduzione della moneta unica a oggi, sono stati circa 52 i miliardi di euro “persi“ dai cittadini a causa dei rincari dei prezzi. Il caro-vita, si spiega nello studio, ha fatto emergere fenomeni «preoccupanti»: dal progressivo indebitamento delle famiglie alla cosiddetta «sindrome della quarta settimana» di chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese. Secondo l?Intesa, dal 2001 a oggi, le abitudini di spesa sono infatti cambiate in peggio per l?85% degli italiani. Colpiti dal caro-vita, i consumatori hanno dovuto ridurre le spese, a partire da quelle per la cultura: cinema (-20%), giornali (-20%), libri (-27%) e cd (-25%) si acquistano sempre meno. In calo anche i viaggi (-30%) e la spesa per gioielli (-40%), a cui si aggiunge la cronica flessione di abbigliamento (-20%) e calzature (-40%). Ma il caro-prezzi, con frutta (+7,2) e verdura (+7,3) sempre più costose, non risparmia neanche gli alimentari, e le vendite calano del 15 per cento. «Dati allarmanti, se si pensa la spesa annua delle famiglie è cresciuta, dal 31 luglio 2003 al 31 luglio 2004, del 6,2%» afferma il presidente dell?Adoc, Carlo Pileri. In pratica, le famiglie quest?anno hanno speso in media 27.673 euro contro i 26.061 euro dello scorso anno: ben 1.612 euro in più, rilevano i consumatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this