«Il mio squalo? Non offende gli italoamericani»
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fonte:
- Il Mattino
Venezia. Lo squalo mafioso Don Lino ha un neo sulla guancia proprio come il suo doppiatore Robert De Niro. La sexy pesciolina Lola ha labbra carnose e la voce sensuale di Angelina Jolie. Il pesce pulitore Oscar, il protagonista logorroico e fanfarone, le orecchie a sventola e il sorriso smagliante di Will Smith. Insomma, personaggi e doppiatori sono una sola cosa in «Shark Tale», il nuovo kolossal animato della DreamWorks presentato ieri sera in prima mondiale in una piazza San Marco blindata per l`allarme terrorismo e guardata a vista dagli agenti antipirateria. Un evento per cinquemila persone che ha elettrizzato i vertici della Biennale molto più dei veneziani, soprattutto i commercianti costretti a chiudere bottega prima del previsto e tacitati con congruo indennizzo, poi gli abitanti, ancora terrorizzati dal ricordo del concerto dei Pink Floyd del 1989, e il Codacons, preoccupato per la sicurezza dei monumenti e per gli eventuali sprechi di finanze pubbliche. Il produttore Katzenberg e il cast, invece, non stanno nella pelle. Will Smith comincia l`incontro con la stampa rappando nel microfono la colonna sonora di «Shark Tale», risponde alle domande degli altri, fa battute a raffica in un happening che strappa l`applauso. Angelina Jolie minimizza gli effetti del suo fascino: «Nel film faccio la stupidina, ma non sono all`altezza della sensualità del mio personaggio. Ho ancora molto da imparare». Il più laconico è De Niro, in gran forma dopo la malattia, ma è su di lui, naturalmente, che si concentra l`attenzione di tutti.
In questo film, mister De Niro, lei recita al fianco del suo regista preferito e amico, Martin Scorsese. Com`è stato trovarsi per una volta dalla stessa parte del set?
«È stato divertente. Con Martin c`intendiamo al volo e già in ?Taxi driver? avremmo dovuto lavorare insieme in una scena. Per ?Shark Tale? abbiamo avuto un duetto faccia a faccia e ho verificato che è un attore straordinario».
Che cosa l`ha spinta a debuttare nel doppiaggio?
«Mi è piaciuto il personaggio dello squalo mafioso, ho pensato che i miei figli si sarebbero divertiti e mi sono detto: perché no?».
Il cinema americano è prigioniero degli effetti speciali come si dice?
«Si producono molti film di questo tipo, è vero, e qui tra noi c`è chi potrebbe rispondere sul tema meglio di me. Tuttavia, penso che le tecnologie siano un valido supporto e che il cinema non potrà mai prescindere dai sentimenti e dalle storie vere».
Secondo l`associazione Columbus Citizens gli squali mafiosi di «Shark Tale», così come altri film su padrini e picciotti, metterebbero in cattiva luce la comunità italiana. Che ne dice?
«È una solenne sciocchezza, stupidaggini di qualche voce isolata, anche se le ospita un giornale autorevole come il ?New York Times?. Nessuno ha ancora visto il film, negli Stati Uniti, come si fa a polemizzare?».
Però la «mafiosità», al cinema, è diventata spesso uno stereotipo.
«I film riflettono la realtà e i suoi personaggi. E poi, se è vero che qualcuno ha protestato, altri italiani mi hanno offerto la cittadinanza onoraria, che attendo con gioia. Riceverla sarà un onore».
Quanto c`è di italiano nel suo modo di essere attore?
«Sono italiano solo a metà, per il resto ho nelle vene sangue irlandese, tedesco, olandese. Mio padre era un artista, forse è per questo che m`identifico di più con le sue radici».
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