9 Settembre 2004

I consumatori lanciano l?allarme sul rialzo del gasolio da riscaldamento

I consumatori lanciano l?allarme sul rialzo del gasolio da riscaldamento


La Cgil: ogni lavoratore ha perso 1.380 euro



A causa dell?aumento dei prezzi e degli aumenti salariali contenuti, i lavoratori dipendenti italiani hanno perso in media, tra il 2002 e il 2004, una cifra variabile tra i 1.269 e i 1.380 euro. Il dato viene quantificato dall?Ires-Cgil che calcola la riduzione di potere d?acquisto complessiva in tre anni pari a 1.380 euro, sulla base di una inflazione prevista nel 2004 del 2,8% e la riduzione di 1.269 euro sulla base di un aumento dei prezzi del 2,3%, dato previsto dall?Istat.
Secondo l?Ires nel 2002-2004 un lavoratore con retribuzione media di 22 mila euro, ne ha perso 864 a causa di aumenti salariali inferiori alla crescita dei prezzi e 516 euro per la mancata restituzione del fiscal-drag (l?aumento di tassazione indotto dall?inflazione). «Abbiamo calcolato», ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani presentando il rapporto del centro di ricerca della Cgil, «che negli ultimi tre anni il lavoratore medio ha perso almeno 1.200 euro. Sono dati incontestabili. Li manderemo con una lettera di accompagnamento al governo, alla Confindustria e alle controparti». Per fronteggiare questa situazione Epifani ribadisce la necessità di una nuova politica dei redditi che tenga sotto controllo prezzi e tariffe, ma anche di una politica contrattuale che difenda e recuperi il potere d?acquisto delle retribuzioni. «Dalle tasche dei 16 milioni di lavoratori dipendenti», dice il presidente dell?Ires, Agostino Megale, «mancano 21-22 miliardi di euro. C?è una questione salariale evidente». Secondo la Cgil, la perdita per il lavoro dipendente si potrebbe aggravare ancora rispetto ai 1.380 euro persi tra il 2002 e il 2004 (fino a 2.022 euro) se i contratti nazionali per il 2005-2006 si dovessero rinnovare con i tassi di inflazione programmata previsti nel Dpef, ipotesi comunque esclusa dal sindacato che ribadisce l?intenzione di presentare richieste vicine all?inflazione reale.
GasolioI prezzi per il gasolio da riscaldamento sono saliti vertiginosamente negli ultimi mesi: da settembre 2003 ad oggi l?incremento è stato di circa il 20%. A fare i conti è l?Intesa consumatori secondo cui il combustibile è aumentato di 15 centesimi al litro (dei quali 3 a favore dell?erario), «mantenendo il triste e vergognoso primato di prezzo più elevato d?Europa». Dal prossimo inverno, continuano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, i cittadini «si troveranno quindi a spendere in più 560 milioni di euro all?anno, di cui 112 per le tasse a causa delle mancate riforme del settore energetico».

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