3 Settembre 2004

Contratti, ricominciano gli scioperi

Contratti, ricominciano gli scioperi

Dalla prossima settimana stop per treni, banche, esattorie e autobus

Alla base delle vertenze c?è quasi sempre il rinnovo del Ccnl. Lunedì però voli regolari


CON LA prossima settimana si riapre il valzer degli scioperi. E se lo sciopero del personale Enav dell?aeroporto di Fiumicino fissato per lunedì prossimo è stato sospeso, nei giorni successivi non saranno pochi i disagi.
Lunedì 6 settembre scatta lo sciopero dei treni. Le Fs assicurano che viaggerà l`83% dei treni a media e lunga percorrenza. Saranno regolari i collegamenti Roma-Milano. E nella notte, sebbene ridotti, saranno assicurati i collegamenti tra il Meridione, Milano e Torino. Circoleranno i treni regionali previsti nelle fasce orarie di maggior affluenza.
Si prosegue venerdì 10 settembre, con lo stop delle banche. Uno sciopero al quale si sono accodati i lavoratori delle esattorie (circa 13 mila dipendenti). L?aggitazione proclamata nelle banche dai sindacati del credito (Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Fabi e Falcri) coinvolgerà circa 300.000 dipendenti. Motivo del blocco degli sportelli è il rinnovo del contratto. Il settore è infatti senza Ccnl dal 31 dicembre 2001
Si prosegue mercoledì 15 settembre con lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale organizzato dai sindacati autonomi Cub e Sult. Anche in questo comparto sono in corso trattative per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. Venerdì 17 scioperano invece i piloti del gruppo Alitalia aderenti all?Unione piloti (Up). Nella stessa giornata, dalle 6 alle 18, si fermano anche i piloti di AirOne iscritti all?Up. Il venerdì successivo, 24 settembre, incrociano le braccia i dipendenti della sanità privata aderenti a Fp-Cgil, Fps-Cisl e Uil-Fpl. L?agitazione che potrebbe portare disagi per i pazienti delle cliniche private durerà l?intera giornata.
A tutto questo si vanno ad aggiungere altri scioperi, del tutto particolari, come quello della spesa e dell?auto proclamato per il 16 settembre dall?IntesaConsumatori. Scioperi decisi perché il governo non ha dato nessuna risposta alla richiesta di incontro sui problemi del carovita, nessuna diminuzione delle accise sulla benzina, nessun accordo vincolante con le categorie della distribuzione per un ribasso dei prezzi o per la prosecuzione dei saldi fino al 15 settembre, niente di niente insomma se non i soliti tavoli pieni di chiacchiere».
«Sono stati invitati a scioperare i commercianti, anche essi attanagliati dalla crisi dei consumi, ma anche gli agricoltori (coldiretti, cia e confagricoltura), i cui costi sono ribassati addirittura, e tutte le associazioni di consumatori». Per Intesa «il mese di settembre è il peggiore per le tasche degli italiani». Intesaconsumatori ha calcolato infatti che «ad agosto vengono spesi non solo gli stipendi del mese ma anche quel poco che si era messo da parte in tutto l`anno per far fronte alle vacanze, sicché la paga di settembre finisce per essere completamente ipotecata tra caro-libri e caro-zainetto (550 euro in media) per mandare i figli a scuola; caro-bollette (gas-luce-acqua, telefonia fissa ) tra 180 e 220 euro in media per il bimestre; condominio e prima rata di acconto riscaldamento (80-110 euro); abbonamento ai mezzi di trasporto per se stessi e per i figli (60-80 euro), per non parlare di chi deve pagare la rata del mutuo o il caro affitto».
Tutto questo mentre l?Istat avverte: nei primi cinque mesi del 2004 il numero totale di ore non lavorate per conflitti è stato di 2,7 milioni. Solo nel mese di maggio si è raggiunta quote 1,5 milioni di ore. Un record che pesa sul prodotto interno lordo e, quindi, la ricchezza del paese.

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