Riempire il frigo costa sempre di più
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fonte:
- Corriere Adriatico
Secondo l?Adoc è stato un ?caldo? rientro dalle vacanze
ROMA – Riempire frigoriferi e credenze costa caro al rientro dalle ferie, fino al 4% in più in alcuni casi rispetto all?inizio dell?estate. Secondo le rilevazioni dell?Adoc effettuate a luglio e in questi giorni in diversi esercizi commerciali (mercati, negozi e supermercati) gli aumenti riguardano soprattutto il settore ortofrutticolo, che aveva invece presentato negli ultimi mesi una tendenza al ribasso. Ad essere incriminata è ancora una volta la benzina che, spiega l?associazione dell?Intesaconsumatori, ?influisce già da sola nell?ordine dell?1-2% sul prezzo finale della merce acquistata?, dato che la maggior parte dei prodotti viene abitualmente trasportata su gomma.
Nel settore ortofrutticolo, afferma l?Adoc, l?aumento da luglio è di circa 4 punti percentuali, ?un dato però che varia sensibilmente a seconda dell?esercizio commerciale in cui si va a fare compere. Bisogna infatti tenere presente che le diminuzioni di prezzo a cui abbiamo assistito alla fine dell?estate, sono state erose dall?aumento dei costi di trasporto, pertanto il saldo solo apparentemente sembra vantaggioso, ma complessivamente la spesa annua aumenterà anche nel prossimo mese?.
In particolare, continua l?associazione, ?c`è un lieve aumento di spesa se ci si reca nei normali negozi o nei mercati, mentre i supermercati, solitamente fino a metà settembre, propongono offerte per allettare il consumatore appena rientrato dalle ferie?. Tra i rincari diffusi fanno eccezione l?anguria, addirittura con prezzi dimezzati dopo le impennate degli ultimi anni, il prosciutto, la mozzarella e i pomodori in scatola. E sulla questione prezzi interviene anche l?IntesaConsumatori: ?di fronte a una situazione generale di impoverimento delle famiglie italiane che ha determinato un crollo dei consumi, una disastrosa stagione dei saldi e una rovinosa stagione turistica, ritiene che sia indispensabile realizzare iniziative di politica economica di carattere sia strutturale che congiunturale?.
L?Intesa avanza così un pacchetto di proposte che potrebbe portare, una volta realizzate, a far risparmiare alle famiglie 900 euro l?anno: innanzitutto si chiede di definire ed avviare un serio piano energetico basato sul risparmio e sulle fonti alternative. Poi di accelerare il processo di modernizzazione della rete di distribuzione elettrica per superare inefficienze i cui costi ricadono su tariffe e prezzi. Occorre inoltre la modernizzazione in tempi rapidissimi della rete di distribuzione dei carburanti ed aprire, la stessa, alla grande distribuzione (questo varrebbe un risparmio di circa 150 euro annui). Bisogna poi portare avanti l?iniziativa per sostituire nei pagamenti delle materie prime il dollaro con l`euro al fine di evitare doppie speculazioni sui prezzi ed eliminare la legge ?salva compagnie assicurative? per permettere recuperi del 20% sulle Rc auto (100 euro annui). Si chiede inoltre di abbattere l?accisa sui carburanti e sui combustibili di 4 centesimi per diminuire sia i costi diretti che indiretti. Tra le proposte anche quella di parificare l?Iva sul gas al 10% con risparmi per le famiglie (80 euro all?anno), restituire del fiscal-drag a tutti i contribuenti (circa 180 euro annui). Si chiede inoltre di ricercare e definire accordi, così come è avvenuto in Francia, con le Associazioni Professionali del Commercio per forti sconti sui prezzi e saldi per tutto l?anno. E di realizzare accordi con le Banche per calmierare gli altissimi costi di gestione dei conti correnti per famiglie ed imprese (75 euro annui).
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