Come fermare la corsa del carovita
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fonte:
- Corriere della Sera
Come fermare la corsa del carovita
Negozi e tariffe pesano sempre piu` nelle tasche delle famiglie A che punto sono i progetti per aumentare la concorrenza?
Alle varie ricette per contrastare il carovita ieri si è aggiunta quella delle associazioni dei consumatori. L`Intesa, che riunisce Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc ha proposto che l` Istat riveda il paniere sul quale viene calcolata l` inflazione. Sollecitando anche l` intervento del Parlamento. «È necessario rivedere radicalmente il sistema di determinazione del tasso di inflazione», ha sostenuto l`Intesaconsumatori. «Di fronte a tutti gli aumenti che le famiglie subiscono, dal 40% al 60% e fino al 100% dal primo gennaio 2002, e che hanno interessato tutti i settori, dall` alimentazione all` abbigliamento, alla sanità, alla scuola, alle tariffe (principalmente bancarie e assicurative) e ai carburanti, l` inflazione ufficiale viene indicata in circa il 7%».
Le associazioni dei consumatori aggiungono che «da gennaio ad ora la benzina è aumentata del 12% e ciò avrebbe dovuto influire, in maniera diretta e indiretta, di almeno 0,3-0,4 punti sul tasso di inflazione: ma di tutto ciò non vi è traccia».
Le polemiche sulla presunta inadeguatezza del paniere dell` Istat non sono, del resto, una novità. L` argomento, tuttavia, non è mai stato all` ordine del giorno del governo. Che è invece alle prese con altre questioni. Come il problema delle liberalizzazioni dell` energia e del commercio. Gli italiani continuano a pagare i prezzi più alti d`Europa per l`elettricità e il gas. E secondo l`Antitrust e l`Autorità per l`energia, questa è anche la conseguenza di posizioni dominanti degli ex monopolisti Enel ed Eni. La liberalizzazione del settore energetico, avviata dalla precedente maggioranza di governo, è tuttora incompiuta, nonostante le privatizzazioni. Lo Stato conserva appena il 30% del capitale dell` Eni ed entro novembre porterà al di sotto del 50% la propria partecipazione nell` Enel. Incompiuta è anche l` altra liberalizzazione avviata nella precedente legislatura, quella del commercio.
La riforma avrebbe dovuto favorire la diffusione della grande distribuzione, con benefici effetti sui prezzi dei prodotti di largo consumo. Ma l`attuazione della riforma trova ancora significativi ostacoli nelle Regioni, a cui sono stati devoluti tutti i poteri in materia. «Allarme affitti» «Il caro-affitti viene spesso ignorato quando si parla di aumento dei prezzi, ma è forse la causa principale della percezione di povertà che affligge le famiglie italiane». A sostenerlo, in un intervento su Lavoce.info, è l` economista Luigi Guiso. «Per molti – scrive – la voce più significativa della spesa familiare è l` affitto della casa: dal 1995 a oggi i prezzi delle abitazioni nelle principali città sono raddoppiati. Se nel ` 95 la quota di bilancio familiare destinata all` affitto era il 30%, oggi è fra il 40 e il 45%».
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