Nessuna riduzione delle accise senza consenso degli altri Paesi Ue
-
fonte:
- Il Secolo XIX
«Nessun paese in Europa può ridurre le accise sul petrolio senza coordinarsi con gli altri Stati dell`Unione europea»: non è uno stop senza futuro ma di sicuro è un invito a non decidere «misure unilaterali» di carattere fiscale per arginare alla pompa i prezzi di benzina e gasolio. Il faccia a faccia tra il ministro italiano dell`Economia, Domenico Siniscalco, volato a Bruxelles per illustrare la sua manovra anti deficit, e il commissario Ue per gli affari monetari, Joaquin Almunia, serve a prendere atto che la leva fiscale contro il caro petrolio potrà essere usata soltanto «previo consenso» dei 25 ministri dell`Ecofin, in calendario per il 10 e l`11 settembre. Il petrolio alle stelle non impensierisce solo il governo italiano ma il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: «Le misure che potrebbero essere adottate da certi Stati membri per le tasse sul petrolio devono essere oggetto di una consultazione preventiva». Intanto, il governo si prepara ad istituire un tavolo sul caro greggio e su come evitare effetti sull`inflazione: l`iniziativa è del ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che continua a spingere per la riduzione delle accise.
Al tavolo sul petrolio presso il ministero delle Attività produttive sarà chiamato anche un «comitato di esperti» e forse anche le associazioni dei consumatori, convinte che le cosiddette accise, (cioè le imposte di fabbricazione; il resto delle tasse è Iva, che si paga per un paradosso anche sull`aumento delle accise) vadano ridotte in questa fase di almeno 5 centesimi di euro. Inoltre, i consumatori ritengono che ci siano i margini di manovra per usare la leva fiscale, nonostante i vincoli di Bruxelles. Di tutto questo, si parlerà al vertice convocato da Marzano in settimana. Il ministro resta convinto che la strada da seguire sia quella di un meccanismo basato su di “accise variabili“, che si muovono cioè in controtendenza con il prezzo industriale dei prodotti petroliferi. Se il confronto decolla, è assai improbabile però che il governo intervenga sulle imposte di benzina e gasolio, senza un ok preventivo dell`Ecofin. Almunia spiega come tutta la faccenda viene considerata dal punto di vista della Commissione Ue: «Se un paese membro decide di ridurre un`accisa in un settore particolare – afferma il ministro Ue – questo equivale a un aiuto di stato e deve quindi essere notificato alla Commissione, la quale decide se concedere o meno l`autorizzazione».
Insomma, il via libera dell`Europa a una manovra fiscale in funzione anti rincari non è scontato e, di conseguenza, il prossimo Ecofin già si preannuncia ad alta tensione se l`Italia, cioè Siniscalco, avanzerà questa proposta a nome del nostro governo. Gli altri paesi hanno uno scarso interesse ad secondare questo tipo di misura per due ragioni: dipendono meno dal petrolio e tassano molto meno i prodotti alla pompa. In Italia la situazione è diversa: quasi tutti incoraggiano il governo ad intervenire sulle accise, dai consumatori ai sindacati, dai petrolieri agli autotrasportatori. «Marzano sta studiando un meccanismo di “accise variabili“. E` un`ipotesi validissima. Bisogna vedere come tecnicamente si può realizzare», dice il presidente della Erg, Edoardo Garrone. «Se il governo non inverte la tendenza intervenendo sulle accise, con il prezzo del petrolio che sfiora i 50 dollari, gli italiani avranno un inverno amaro con una stangata sui servizi di prima necessità come gas, luce, benzina e riscaldamento stimata tra i 500 e i 600 euro», è l`allarme di Intesaconsumatori. «Da gennaio, il gasolio alla pompa è aumentato di 130 centesimi di euro. A settembre, moltissime piccole aziende avranno difficoltà a sopravvivere: è ora di intervenire sulle accise», avverte Confartigianato Trasporti. Il coro è unanime. Ma l`Europa frena e il governo procede in ordine sparso con Marzano, che cavalca il taglio delle accise e Siniscalco preoccupato per i conti. «C`è l`impegno dell`Ecofin a coordinare eventuali misure», si limita a notare il ministro dell`Economia. Il che vuol dire che se riparlerà tra due settimane a Bruxelles.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- EURO
