23 Agosto 2004

Sciopero della fame e raccolta di firme nei penitenziari

LA PROTESTA
Sciopero della fame e raccolta di firme nei penitenziari

Il Dap ha dato il via libera in 38 istituti di pena ai radicali, impegnati nel referendum contro la legge sulla fecondazione

?Non violenza e digiuno?. I cancelli di 38 penitenziari si aprono questa mattina all?iniziativa dei radicali: un giorno di sciopero della fame, per dar forza alle richieste che arrivano dal mondo delle carceri, e una firma per il referendum abrogativo della legge sulla fecondazione assistita. Da Bari a Bolzano, da Catania a Trieste, passando per Napoli, Roma e Bologna.
Incassato il via libera del Dipartimento per l`amministrazione penitenziaria, Daniele Capezzone, Rita Bernardini, e Sergio D`Elia, lanciano un appello: «Chiediamo ai detenuti, agli agenti di polizia penitenziaria e ai direttori di dare vita con noi a un giorno di sciopero della fame per sostenere con la non violenza le loro richieste e di firmare il referendum abrogativo della legge sulla fecondazione, dando seguito a una lunga tradizione di sostegno dalle carceri alle grandi battaglie civili. Una giornata di legalità senza disordini e con il recupero di quei diritti umiliati dalle condizioni di detenzione». All?iniziativa aderiscono anche i detenuti del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.
E intanto da Regina Coeli sono proprio i detenuti a esprimere «rammarico» per «gli episodi di estrema esasperazione avvenuti la sera del 17 agosto alla quarta sezione del carcere». Con una nota indirizzata alla direzione spiegano: «La nostra responsabilità è quella di non avere comunicato abbastanza tra sezioni, di non avere organizzato bene la protesta. Quanto accaduto poteva verificarsi ovunque. Non è stata una rivolta né una sommossa, ma solo un momento di esasperazione che per fortuna non ha comportato conseguenze per le persone. Non vorremmo – si legge ancora nel documento – che il clamore suscitato da questa notizia giocasse negativamente nei confronti dei detenuti indagati. La direzione – concludono – ha chiaro il quadro dell?accaduto che forse va ridimensionato. Ci dispiacerebbe si adottasse un metro di giudizio punitivo in un momento in cui ci sarebbe bisogno di un incontro».
E mentre il Codacons chiede al governo un intervento coordinato a favore dell`istruzione carceraria, sulla base dei dati forniti dall`associazione Antigone relativi al titolo di studio dei detenuti (il 7,7% è analfabeta e il 27,9% ha la licenza elementare), non si placano le polemiche sull?indulto. Franco Monaco, vice presidente dei deputati della Margherita, boccia la proposta di Marco Boato di abbassare il quorum parlamentare per l`approvazione dell` indulto e dell`amnistia. Marco Rizzo dei comunisti Italiani definisce il governo «irresponsabile e inadeguato», mentre Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera ed esponente di Forza Italia, commenta: «Un`amnistia non risolverà i mali ma limiterà la gravità afflittiva su chi, nel carcere, dovrebbe trovare un ambiente di redenzione e non di disperazione». L`amnistia per Biondi «consentirebbe lo sfoltimento dei processi, mentre l`indulto condizionato potrebbe avere duplice effetto: ridurre l`asfissia carceraria e scoraggiare chi ne beneficiasse dal commettere altri reati.
Polemica nella polemica. L?ipotesi di privatizzazione delle carceri. Il sindacato di polizia penitenziaria in una nota commenta: «Mai in mano ai privati. Ciò che di massima è inteso come privatizzazione non è il risparmio di risorse, bensì una vicenda di business».

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