Benzina alle stelle, verso il taglio dell`Iva.
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fonte:
- La provincia.it
Roma – Anche ieri prezzo record per il petrolio. Una domanda travolgente, un`offerta incerta, e un premio di rischio dovuto al caos a Najaf, in Iraq, e alla crisi della Yukos. Era una «soglia psicologica». Da oggi potrebbe essere solo il prossimo «allungo» di una corsa che sembra non conoscere fine. Con l`ennesimo record di prezzo a 49,40 dollari messo a segno a New York infatti, le quotazioni del petrolio sono ormai a un passo dai 50 dollari al barile. A spingere verso l`alto le quotazioni è l`onda lunga della guerra in Iraq, che travolge anche Londra: e il Brent vola a 45,15 dollari. Il riaccendersi delle violenze nella città santa di Najaf è inoltre accompagnato dall`impennata della domanda mondiale di greggio, guidata da Cina, India e Usa. In una giornata in cui, per la prima volta da settimane, i problemi finanziari fiscali del colosso russo Yukos danno tregua al mercato. Intanto l`Opec si dice preoccupato per le continue impennate di prezzo. Ma se dovessero avverarsi le ipotesi più pessimistiche sulla produzione della Yukos e sulla crisi in Medio Oriente, il greggio potrebbe arrivare a toccare i 60 dollari. Un`impennata che ora sta seriamente mettendo in allarme i consumatori. Il rischio è di avere un impatto eccessivo sulle tasche dei consumatori e il Tesoro ha allo studio una riduzione del peso fiscale, a partire dall`Iva. «È una misura possibile che consentirebbe di togliere l`effetto moltiplicatore che le imposte hanno sui rincari del petrolio, senza incidere sulle entrate per lo Stato», ha detto il sottosegretario all`Economia Giuseppe Vegas. Gli eventuali interventi fiscali sui prodotti derivanti dal super-petrolio ricevono anche la «benedizione» di Bruxelles che però avverte: «Ciò che si fa su questo piano deve essere fatto previo coordinamento». Il Tesoro dunque apre una porta all`alleggerimento del peso fiscale sulla benzina. Ma la strada indicata da Vegas non è quella della rimodulazione delle accise.
Attraverso l`Iva, l`erario preleva oggi il 20% sulla somma del prezzo delle benzina industriale e delle accise. Il sottosegretario ha anche aggiunto che, per una maggiore efficacia, lo stesso meccanismo potrebbe essere applicato anche ai carburanti da riscaldamento. Intanto, una stangata di 500-600 euro è in arrivo in autunno per le famiglie italiane. Un nuovo «salasso» imputabile a sole 4 voci: benzina, luce, gas e riscaldamento. La stima è dell`Intesaconsumatori. A incidere in modo più pesante in termini di rincari, spiegano le 4 associazioni che formano l`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), sarà la benzina, in un anno aumentata di 0,130 euro al litro (circa 250 delle vecchie lire), passando da 1,050 euro agli attuali 1,180. In pratica ogni 1.000 litri, in un anno gli automobilisti italiani spendono 130 euro in più. E tenendo conto che mediamente ogni automobilista percorre in un anno 20.000 chilometri, bruciando circa 2.000 litri, la maggiorazione di spesa è di circa 250-300 euro. Poi c`è la luce, aumento stimato in 40-50 euro annui, e quello del gas, valutato nell`ordine degli 80-100 euro in più. Con l`arrivo dell`autunno poi, si dovrà cominciare a fare i conti con una nuova voce di spesa: il riscaldamento. Rispetto ad un anno fa le famiglie italiane dovranno stanziare, per questa voce, ben 130-150 euro in più. «Si tratta di una stangata di minimo 500-600 euro a famiglia – afferma il presidente dell`Adusbef e dell`Intesaconsumatori, Elio Lannutti – cui andranno ad aggiungersi i rincari che abbiamo previsto per tutta una serie di beni di largo e generale consumo: a cominciare dai prodotti per la detergenza, per i quali stimiamo rialzi nell`ordine del 5-6%, fino agli alimentari, passando però per i trasporti, i servizi e quant`altro».
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