Rocco Frizzi torna sulla questione delle norme di garanzia per le scuole
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fonte:
- l`Adige
«Sulle Pernici deciderà il giudice»
?Le accuse di Frizzi e Zambarda sono false e tendenziose?, così – scrive il consigliere comunale Rocco Frizzi – l´amministrazione comunale ha glissato l´argomento Nino Pernici. Le norme riguardanti la garanzia di istruirsi nelle migliori condizioni ambientali, riportate dal DP 9 agosto 1976, non sono state applicate ma la scuola è a norma grazie al paragrafo 5.7 : norme finali e transitorie.
Questo è l´interpretazione dell´amministrazione comunale, ovvero una valutazione politica che vale tanto quanto la nostra denuncia. Chiaro che l´ interpretazione finale spetterà eventualmente ad un giudice.
Dico questo poiché anche la norma transitoria è interpretabile ovvero l´applicazione delle norme del decreto è indicativa sugli edifici antecedenti il ´76 ma è ? prescrittiva per i progetti afferenti ai nuovi programmi ed a quelli già esistenti per i quali non ancora si è provveduto alla progettazione delle nuove opere?. Ed è questo che noi sosteniamo, l´intervento fatto sulle Nino Pernici doveva rispettare tutte le norme del DP 9 agosto 76 e del DM 26 agosto 1992 previsto oltretutto dalla legge per gli adeguamenti dei vecchi edifici 265/99 art.15. da effettuare entro dicembre 2004. E questo nostro pensiero lo troviamo anche nella relazione tecnica fatta dal comune di Riva del Garda per l´intervento sulla scuola, dove dice?L´amministrazione comunale ha deciso di mettere mano al complesso scolastico, attraverso una ristrutturazione complessiva? ed ancora ? l´amministrazione comunale, proprietaria del complesso scolastico, ha intenzione di eseguire i lavori sopradescritti ( si parla del plesso nord,sud,ovest,), indispensabili per una corretta gestione dell´attività scolastica e necessari per mettere a norma l´edificio sotto tutti gli aspetti e, non da ultimo, secondo quanto previsto dalle normative vigenti per la prevenzione incendi?; altro che normativa transitoria. Ma non solo, nella relazione tecnica viene previsto l´affollamento massimo delle aule a 26 persone, classificando la scuola di ?tipo 1? ( presenze contemporanee da 101 a 300 persone). Oggi le aule disponibili per la didattica sono 15 di cui 5 da mq 41,50 ( capienza massima di 23 bambini) , 10 da mq 38,20 ( massimo 21 bambini). L´intervento sulla scuola è stato fatto ( per noi si è trattato di una ristrutturazione) e ci troviamo con una scuola che avrà seri problemi ad ospitare tutti i bambini delle Nino Pernici, la responsabilità, in base alle 626, ricadrà tutta sul dirigente scolastico.
Abbiamo anche interpellato il Codacons per quel che riguarda il parametro del metro e ottanta per bambino, norma da rispettare per la quale non esiste alcuna deroga ed alcuna norma transitoria, ed hanno risposto che in ottemperanza all´art 31 comma 3 del d.lgs.626/94 il dirigente scolastico adotta misure alternative che garantiscono un equivalente livello di sicurezza. Per le Nino Pernici come misura alternativa non può che essere adottato solo la proporzionale riduzione del numero di alunni, risoluzione alquanto problematica.
La documentazione che abbiamo raccolto è molta ed è difficile fare una sintesi oggi ma lo faremo in Consiglio Comunale e parleremo anche delle barriere architetoniche non abbattute in quella scuola.
In ogni caso, il 7 settembre sarò presente alle Nini Pernici, conterò il numero dei bambini di ogni singola aula e se il parametro del metro e ottanta non dovesse essere rispettato chiederò al giudice un parere definitivo.
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