20 Agosto 2004

Carceri, Castelli infiamma lo scontro

Carceri, Castelli infiamma lo scontro

Il ministro: «I parlamentari fomentano le rivolte». Tutta l`opposizione indignata

ROMA – L`opposizione insorge contro il ministro della Giustizia Roberto Castelli che ha accusato i parlamentari che visitano le carceri di fomentare le rivolte dei detenuti. Il Guardasigilli, che in un`intervista ha messo in evidenza come, due giorni dopo le visite del 14 agosto, sia scoppiata la protesta a Regina Coeli, sostiene che il suo pensiero è stato strumentalizzato. Lui si è infatti limitato a sottolineare la successione temporale tra gli incontri dei parlamentari con i detenuti e le rivolte.



«Magari hanno agito in buonafede, però i dati testimoniano alcune cose», dice Castelli, «ad agosto c`è sempre un incremento di visite di personaggi politici nei penitenziari, ad agosto c`è sempre un aumento della tensione».



Il ministro accusa comunque per l`attuale situazione di sovraffollamento e disagio nelle carceri la sinistra che «ha aumentato enormemente il numero dei detenuti nei penitenziari, noi lo stiamo tenendo stazionario».



E la Bossi-Fini ha consentito l`espatrio di 2200 detenuti. «Incivile» l`accusa di Castelli ai parlamentari anche per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che lo invita invece a recarsi più spesso nei penitenziari, così si accorgerebbe delle ragioni della protesta.



Ma sono soprattutto i politici a protestare. I radicali hanno già deciso una risposta non-violenta alla «prepotenza» di Castelli, con una giornata di digiuno domenica prossima per sostenere le rivendicazioni dei detenuti, e visite nelle carceri per raccogliere firme per il referendum sulla procreazione assistita.



«Castelli sta incorrendo in una aberrazione: se c`è una utilità delle visite ai detenuti è proprio quella che viene svolta nei mesi estivi per contrastare la solitudine e la disperazione carceraria. Invece di dire certe cose, Castelli dovrebbe ringraziare quei parlamentari che le effettuano», replica al Guardasigilli la responsabile giustizia dei Ds Anna Finocchiaro, ricordando che le visite «le facciamo tutto l`anno, basta vedere la mole di interrogazioni».



«Con questa polemica il ministro cerca di coprire la situazione carceraria che è invece estremamente preoccupante», dice Enrico Buemi, presidente del Comitato carceri della commissione Giustizia della Camera, sottolineando le pessime condizioni di vita e l`alto numero di detenuti per cella.



I verdi denunciano invece il progetto del governo di privatizzare gli istituti di pena, sul modello Usa, e il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Valentino ha ammesso che si tratta di un`ipotesi allo studio, e porterebbe un beneficio fiscale per le tasche degli italiani.



Il governo, insomma non ha «alcuna preclusione di ordine culturale» verso la privatizzazione. Una nuova polemica si è infine aperta ieri dopo il divieto alla visita a Regina Coeli dell`assessore comunale di Roma Luigi Nieri e del garante per i diritti dei detenuti Luigi Manconi. «Spero che sia soltanto uno spiacevole episodio che verrà presto superato», si è augurato il sindaco di Roma Walter Veltroni, ricordando a Castelli gli ottimi rapporti del Campidoglio con i direttori delle carceri della capitale.



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