15 Agosto 2004

Benzina, prezzi alle stelle

ROMA – Riempire il serbatoio e finalmente partire: l`ultimo atto prima di andarsene fuori almeno per il weekend di Ferragosto è stata – per chi ha fatto il pieno ieri – un`altra fitta allo stomaco. Il prezzo di un litro di benzina è salito ancora rispetto alle 24 ore precedenti. L`attesa per l`esito del referendum venezuelano, il greggio che ha sfondato quota 46 dollari, la tensione irachena e le conseguenze della furia dell`uragano Bonnie si sono tradotti – nelle tasche dei consumatori – in ulteriori rincari fino a 12 centesimi al litro.
Ferragosto nero, dunque, sul fronte dei prezzi: i rialzi hanno riguardato tutte le principali compagnie. Rispetto ai listini consigliati il giorno prima dal Ministero delle Attività Produttive la Shell – nei distributori su rete stradale – è passata da 1,170 a 1,176 euro al liro; Total è volata a 1,178; Erg e Ip (che il giorno prima stavano a 1,170 e 1,171) hanno raggiunto 1,181 euro. Ma il record dei rincari è andato all`Agip: 1,182 euro il litro, 1,2 centesimi in più rispetto al giorno prima.

Stessa linea per il gasolio, che dopo l`exploit dell`altro giorno (0,974 euro al litro) ieri, sempre su rete urbana, oscillava fra lo 0,977 del distributore Esso e lo 0,982 euro dell`Agip.

Il confronto con il Ferragosto 2003, quando nel peggiore dei casi la super sfiorava 1`euro al litro è dunque assolutamente imbarazzante: fare il pieno per andarsene in vacanza, quest`anno, costa dai 6 agli 8 euro in più per chi ha una macchina di media cilindrata, dai 5 ai 6 se si viaggia con un diesel. I rincari dell`anno hanno superato il 12 per cento.

Immediata, di fronte a tali cifre, la protesta dei consumatori: le associazioni aderenti all`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) chiedono che contro il caro-benzina vengano messi in atto interventi strutturali. Agire sulla congiuntura non è più sufficiente. Considerato il rincaro del pieno e le conseguenze che il carburante ha sulla determinazione di tutti gli altri prezzi i consumatori calcolano infatti che l`intera partita, per la famiglia media, dovrebbe chiudersi con un ulteriore esborso di 700 euro. Costi insostenibili in tempi di già netta erosione del potere d`acquisto.
Per alleggerire la tensione, dicono i consumatori, è necessario partire subito con un atto importante per procedere poi ad una intera “ristrutturazione“ del settore. Le accise su carburanti e gasolio – avvertono – devono essere ridotte di 5-6 centesimi per garantire un impatto veloce su tutti i prezzi. Decisione “indilazionabile“ da prendere subito in attesa di agire sulle strutture. Ovvero: definire un piano energetico, basato sul risparmio e sulle fonti alternative; realizzare investimenti per modernizzare la produzione e la distribuzione elettrica; accelerare il processo di modernizzazione del sistema di distribuzione della rete dei carburanti adeguandola agli standard europei ed aprendo la stessa alla grande distribuzione ( che già oggi, nei pochi ipermercati che hanno il permesso per farlo, prtaicano prezzi più bassi); arrivare a scambi commerciali sul mercato internazionale con pagamenti in euro.
Ma al di là del pieno e dei rimedi proposti dai consumatori l`emergenza prezzi potrebbe nascere anche da altri fronti: Federgasacqua denuncia la possibilità, in autunno, di nuovi rincari del 5 per cento sulla bolletta del gas. Una sorpresa legata all`andamento del petrolio sul quale però – dicono le aziende pubbliche distributrici, si può intervenire con decisioni interne. “Se ci fosse una maggiore concorrenza le tariffe, invece di salire, potrebbero scendere fino al 10-15 per cento“ dice Guido Cace, vicepresidente della federazione delle aziende di servizio pubblico dell`acqua e del gas. Le nostre bollette del gas sono fra le più care d`Europa, spiega, ma non tanto per via del greggio, quanto per colpa del predominio dell`Eni. “Mantiene ancora una posizione fortemente dominante – dice Cace – tanto che gli altri operatori incontrano molti ostacoli ad acquistare il gas a prezzi più convenienti“. L`eliminazione di questi colli di bottiglia legati alla mancanza di liberalizzazione e l`apertura ad approvvigionamenti più facili – assieme ad uno stop dei prezzi nei supermercati a fronte della libertà di saldo – sono due punti fondamentali del piano anti-inflazione sul quale sta lavorando il governo.

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