2 Luglio 2004

«Restituiscano i soldi»

«Restituiscano i soldi»


Appello del Codacons ad Enel e Telecom



VENEZIA. Bollette postali Telecom ed Enel: la spesa di spedizione viene addebitata sistematicamente agli utenti, ma la cosa non è regolare. Lo ha stabilito un giudice di pace, in seguito a ricorso. Purtroppo la sentenza non è valida altri che per l?autore del medesimo, ma le motivazioni sono così serie e cristalline, che il Codacons invita i due colossi dei servizi pubblici a restituire spontanenamente i quattrini incassati torchiando a piccoli colpi gli utenti. Ne verrebbe una cifra media di 50 euro per utente. Si rimedia una cena, ma per i due enti potrebbe essere più efficace di tanta pubblicità che nessuno guarda.
L?idea di rivolgersi ad Enel e Telecom con un appello garbato, che fa leva insieme sulla civiltà del diritto e sulla buona educazione, è di Franco Conte, presidente del Codacons del Veneto. L?associazione dei consumatori spiega che il ricorso in questione riguardava l?Enel. A seguito della decisione del giudice di pace che considera che «le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo», l?Enel è stata condannata a restituire l?importo relativo al costo di spedizione di una bolletta bimestrale e al pagamento di 300 euro di spese legali.
«Questa decisione non è vincolante – precisa Conte -. In Italia infatti non c?è la class action, azione collettiva che si ripercuote automaticamente su tutti i casi analoghi e che negli Stati Uniti, per esempio, ha fatto la fortuna di molti avvocati». Ma il Codacons Veneto non demorde e fa appello all?intelligenza, più che al buon cuore si presume, dei due enti: «Abbiamo inviato una lettera alle direzioni regionali del Veneto di Enel e Telecom, chiedendo loro la restituzione di questi costi impropriamente addebitati all?utente. Si tratta di una somma di circa 50 euro per utente. E? una piccola cifra, che non giustificherebbe un ricorso collettivo ma che ha rilievo simbolico. L?iniziativa vuole sottolineare l?urgenza dell?adozione anche in Italia della class action – precisa Conte – che sarebbe stata particolarmente utile per tutelare i risparmiatori colpiti dal crack dei bond Argentina, Parmalat, Cirio. Sostenere i consumatori contro gli atti di prepotenza, anche se non dolosi, fa parte degli obiettivi primari delle associazioni dei consumatori. Auspichiamo che Telecom ed Enel provvedano spontaneamente, non solo per un?attenzione dovuta al cittadino-utente ma anche per il ritorno di immagine positiva. Anche banche ed altri erogatori di servizi (acqua, metano…) sono sotto osservazione. Invitiamo i cittadini-consumatori a segnalare casi di costi impropri addebitati, per promuovere analoghe iniziative di tutela».
La sede di Codacons è a Mestre, tel. 041 970398.

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