Un vademecum per il buon consumatore
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fonte:
- La Città
Alla fine di un percorso, che grazie al quotidiano “La Città“ di Salerno, ci ha visto presentare ai lettori argomenti quali il diritto di recesso, le valigie danneggiate o smarrite, le etichette sui prodotti, i viaggi organizzati, l`overbooking e tante altre che non poco interesse hanno suscitato, vogliamo proporre alcuni principi che non hanno la pretesa di essere un vademecum universale ma sicuramente possono dare utili suggerimenti nella giungla del consumerismo: 1) IL PREZZO: di esso fa fede, in tutti i casi, soltanto quello esposto, anche se per errore non è stato aggiornato. Se quello battuto alla cassa è superiore, il consumatore ha diritto alla detrazione; il prezzo esposto deve essere “al chilo“ per la merce sfusa. Il consumatore può denunciare negozianti e ambulanti furbi. La sanzione prevista è di 1032 euro; nei bar, se non è esposto il prezzo delle consumazioni al tavolo, il consumatore ha il diritto di pagare quello delle corrispondenti consumazioni al banco; non c`è alcuna norma che vieti di aumentare i prezzi, tranne per pochissimi prodotti come medicinali, sigarette, fiammiferi, eccetera 2) PRODOTTO DIFETTOSO: Responsabile del prodotto difettoso è sempre il venditore, non il produttore. Il venditore ha l`obbligo di sostituire un prodotto notevolmente difettoso. Se il prodotto non è sostituibile, il consumatore ha diritto al rimborso del prezzo. Sta al consumatore accettare o rifiutare l`eventuale “bonus“ offerto dal commerciante per un altro acquisto di pari importo. In ogni caso, il “bonus“ dovrebbe avere la validità di un anno. 3) LA TARA: La vendita di tutte le merci si intende sempre a “peso netto“ e il consumatore ha diritto alla detrazione completa della tara, che si ha quando nel relativo quadrante della bilancia appare un numero corrispondente al peso in grammi dell`involgente. Se il numero è zero, il commerciante vi sta raggirando. Se il consumatore ha il sospetto che nei prodotti alimentari confezionati il contenuto sia inferiore a quello dichiarato in etichetta, ha diritto di chiedere l`apertura della confezione e la pesatura del contenuto . 4) “DA CONSUMARSI ENTRO IL É“: I prodotti alimentari recanti in etichetta la dizione “da consumarsi entro ilÉ“ non possono essere venduti al consumatore dopo la data di scadenza, pena una sanzione. Se invece c`è scritto “preferibilmente entro il É“ possono essere venduti dopo la scadenza, ma ne è responsabile il venditore. 5) RIPENSAMENTO: Non c`è alcun diritto al “ripensamento“ del consumatore che ha acquistato un prodotto in un negozio e che, per aver semplicemente cambiato idea, intenda restituire il prodotto e riavere i soldi. 6) PAGAMENTO: Nessuna norma impone al negoziante di accettare i pagamenti con carte di credito o assegni. Lo spazio di cui ho approfittato e del quale ringrazio ancora una volta “La Città“, mi ha consentito solo pochi principi, che sebbene non abbiano alcuna pretesa, possono essere importanti per tante circostanze che il vivere quotidiano ci offre.
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