30 Giugno 2004

Scatta la corsa ai saldi estivi



MILANO ? Scatta da domani l?operazione saldi estivi: a debuttare sono i negozianti del Molise che, secondo le decisioni della Regione, potranno effettuare le vendite di fine stagione entro il 30 agosto, mentre sabato seguiranno a ruota gli esercenti lombardi e campani. L?ultima regione a partire con i saldi sarà la Valle d?Aosta (dal 10 agosto al 30 settembre). A contendersi il primato per i saldi più lunghi la Campania (dal 3 luglio al 20 settembre) e il Friuli-Venezia Giulia (dal 10 luglio al 30 settembre). Negli altri casi i saldi durano in genere da 45 a 60 giorni. Vista la perdurante stagnazione dei consumi i saldi sono particolarmente attesi dai negozianti per far cassa e vuotare i magazzini. «Quest?anno ? spiega Renato Borghi, vicepresidente dell?Unione del commercio di Milano e presidente di Federazione moda Italia ? i saldi estivi costituiscono un?opportunità importante: gli stock, infatti, sono ancora consistenti dopo una stagione primavera/estate con ricavi deludenti per gli operatori». Nella città di Milano ? ha stimato la Confesercenti ? ci sarà un quantitativo di merce invenduta superiore del 10% rispetto all?estate 2003. Gli ultimi saldi, quelli invernali, non sono andati malissimo nel complesso, ma non è stato recuperato il calo nelle vendite del 2003, quantificato tra il 20 e il 30% nel settore dell?abbigliamento, ad esempio. Da parte degli operatori c?è una cauta attesa, accompagnata dal timore che neppure i saldi riusciranno a ridare slancio al mercato in settori chiave come l?abbigliamento o le calzature, da molti mesi in serie difficoltà. Tant?è che ? spiega Carlo Rienzi, presidente dell?associazione di consumatori Codacons ? «i commercianti già stanno applicando dei pre-saldi, ossia dei forti sconti alla cassa». Il Codacons rilancia dunque la proposta di liberalizzare i saldi «eliminando inutili restrizioni e limitazioni temporali», aggiunge Rienzi. Il modello è quello della Germania, dove le vendite di fine stagione non esistono praticamente più a fronte di una liberalizzazione di sconti, liquidazioni e fine stagione. L?abolizione ? aggiunge Rienzi ? andrebbe «a tutto vantaggio della concorrenza e dei consumatori che potrebbero avvalersi tutto l?anno dei saldi, e anche dei commercianti che vedrebbero aumentare il proprio giro d?affari».

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