Cavalli già alle prese col rebus-giunta
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fonte:
- Brescia Oggi
E nella Lega avanza l?ipotesi di un «pezzo da novanta» da affiancare al presidente
Una breve apparizione in Broletto ieri mattina e una seconda, altrattanto rapida, al pomeriggio. Si è limitata a questi due momenti la giornata «pubblica» del presidente confermato dell?Amministrazione provinciale, Alberto Cavalli di Forza Italia. Alla mattina i più stretti collaboratori dell?ufficio di presidenza e della segreteria si sono complimentati con Cavalli, che si è confermato l?inquilino di palazzo Broletto per altri cinque anni. I telefoni dei collaboratori del presidente sono stati presi d?assalto, ieri, da raffiche di telefonate di congratulazioni, puntualmente appuntate sui registri provinciali e «girate» al destinatario finale. Lui ha scelto la strada del riserbo e ieri s?è negato ai media che lo cercavano per l?immancabile commento del «day after»
I tempi per la messa a punto della nuova giunta sono stretti, anche se non strettissimi. Tutto dipende dalla data della proclamazione dei dati ufficiali del ballottaggio e degli eletti. Su questo punto vige, ormai da alcuni giorni, un piccolo giallo: circolano infatti almeno tre conteggi, ognuno dotato di una propria consistenza, sulla composizione del nuovo Consiglio provinciale. Formule aritmetiche a parte, il dissidio ruota attorno al «peso» e al destino elettivo dei candidati presidenti sconfitti al primo turno e che si sono apparentati al secondo con le due maggiori coalizioni. Il caso bresciano è complicato dal fatto che stavolta i candidati presidenti apparentati con il vincitore sono due (il leghista Cè e il socialista Perini), con la variabile ulteriore che delle liste che appoggiavano Perini al primo turno solo una (i Socialisti uniti) si sono apparentati con Cavalli mentre l?altra, i Codacons, non l?hanno fatto.
Una situazione che ha alimentato conteggi diversi basati su referenti ogni volta accreditati come certi. A questo punto solo l?Ufficio elettorale centrale istituito presso la Corte d?appello di Brescia potrà sciogliere i dubbi: lo farà, con ogni probabilità, nel corso della settimana delineando la composizione ufficiale della nuova assemblea elettiva del Broletto.
Quel che è certo è che, nelle “graduatorie“ interne ai partiti, tutti dovranno tenere conto di quelle ufficiali della Corte d?appello, anticipate nei giorni scorsi da Bresciaoggi . I dissensi e le contestazioni variamente motivate nei confronti di queste graduatorie hanno ormai un?unica strada per vedersi riconosciuti: il ricorso al Tar, che in materia elettorale assicura tempi rapidi ma non fulminei.
Dopo la proclamazione degli eletti ci saranno dieci giorni di tempo per fissare la data del primo consiglio provinciale della nuova legislatura. In questi casi, di norma, possono trascorrere fino a dieci altri giorni dal momento in cui viene fissato il Consiglio al giorno in cui si tiene effettivamente la riunione. Sommando i due periodi si arriva intorno al 20 di luglio per la prima seduta in cui il presidente presenterà già la sua squadra.
Tempo un altro mese (ma in questo si dovrebbe arrivare semplicemente a fine luglio) ci sarà la nuova seduta durante la quale Cavalli presenterà il suo programma di lavoro per il prossimo quinquennio.
Mentre i partiti minori attendono di veder certificata la propria consistenza consiliare (e dunque le proprie possibilità di rappresentanza in giunta) nessuno nutre dubbi sul fatto che la Lega, confermatasi decisiva nella vittoria finale, avrà un peso rilevante nel nuovo esecutivo: la richiesta sembra di quattro assessori compreso il vicepresidente.
Ed è su quest?ultimo ruolo che si sono appuntate ieri le attenzioni di molti. Non è un mistero che la componente camuna del partito abbia fatto sentire la propria voce, tanto più dopo il buon risultato alle provinciali di Riccardo Minini (già assessore con Cavalli) e alle europee di Monica Rizzi. Entrambi sabato sera erano in Broletto, fra i più “carichi“ nei festeggiamenti. Ma anche altri neo-eletti in Consiglio, dall?assessore di Montichiari Elena Zanola al sindaco di Castelmella Guido Bonomelli, hanno le loro chances. Senza dimenticare il segretario provinciale Massimo Gelmini o l?ex segretario cittadino Riccardo Franceschi, sempre più “tecnico“ di riferimento del carroccio in materia di lavori pubblici e urbanistica.
Ma in queste ore sta prendendo quota anche un?altra ipotesi. Dopo aver perso Milano (nonostante l?apparentamento con la Colli), dopo esser stata estromessa da Valerio Bettoni dall?alleanza nella provincia di Bergamo ed essersi dimostrata non decisiva nelle comunali orobiche, la Lega potrebbe puntare proprio sulla Provincia di Brescia per esprimere la propria massima visibilità in un governo locale lombardo. Ma per far questo ci sarebbe bisogno di un pezzo da novanta, magari di un parlamentare. Meglio se ad alta visibilità.
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