29 Giugno 2004

Il “day after“ del centrosinistra

Il “day after“ del centrosinistra

«Le assenze non legittimano le future ambizioni politiche»




IL SOGNO di condurre la Provincia di Catanzaro nelle mani del centrosinistra lo ha caldeggiato, sfiorato e mancato per un pelo. 3.696 voti, lo scarto con lo sfidante Michele Traversa e la partita di Pino Torchia e della sua coalizione si chiude con un nulla di fatto e un gruzzolo di pensieri per la testa da mettere in fila e ordinare con cura. Il professore non rinuncia all`abitudine di sedersi di buon ora alla scrivania della sua segreteria politica neanche il giorno dopo la cocente sconfitta elettorale. Il professore è sereno, nonostante tutto. «La vittoria è mancata per poco. La distanza peraltro assai esigua con il presidente eletto ­ dice ­ acquista un valore estremamente significativo laddove si pensi che il candidato del centrodestra ha potuto usufruire di dieci anni di governo della Provincia oltre che all`appoggio incondizionato del sindaco di Catanzaro, del presidente della Regione e di diversi esponenti del governo nazionale. Ciò nonostante non si è verificato il plebiscito che il presidente Traversa aveva pronosticato per sé e per la sua coalizione a conferma del buon governo della Provincia». E dopo una nottata spesa a rincorrere i risultati del ballottaggio, è arrivato per Torchia e la sua compagine il momento di capire che cosa è accaduto, di leggere, interpretare e decodificare i numeri della sconfitta. Numeri che parlano, testimoni di tante verità. Il professore si è presentato alle urne con l`appoggio di 16 liste. Dodici quelle che lo hanno sostenuto al primo turno e sul treno in corsa, dopo il risultato forse insperato del ballottaggio, sono saliti anche il Codacons e Democrazia centralità, i due movimenti che al primo turno si erano schierati con un autonomo candidato a presidente. Ma attorno al centrosinistra avevano fatto quadrato anche Rifondazione comunista, con i suoi settemila voti del 12 e 13 giugno, e Italia dei valori. Entrambi i partiti, pur escludendo la via dell`apparentamento formale, avevano sposato “la battaglia contro le destre e contro Traversa“. Una battaglia che si è arenata nel ventre molle della città. Che cosa è successo? Quali i motivi dell`inversione di tendenza dell`elettorato catanzarese che al primo turno aveva “tenuto“ e invece, al ballottaggio, ha marcato inesorabilmente il nome di Traversa? Settemila i voti ottenuti dal centrodestra in città e su cui il neopresidente ha costruito il suo successo. Il centrosinistra e il professore avranno il tempo per pensare e ragionare a freddo sul perché della sconfitta. «Ringrazio con profondo affetto e la più alta considerazione la gente che voluto darmi fiducia che sin da oggi si concretizza in un`azione politica corretta ed efficace dai banchi dell`opposizione. Un pensiero grato va ai tanti esponenti politici che domenica sera hanno voluto condividere con me l`attesa dei risultati elettorali. Per qualche assente – dice Pino Torchia – l`auspicio che tale assenza non sia stata latitanza elettorale che, al di là della considerazione per la mia modesta persona, ferisce e tradisce tutti quelli che in questo progetto del centrosinistra hanno creduto e, certamente, non legittima future e prossime ambizioni elettorali». E il riferimento va evidentemente agli esponenti di punta della Margherita, e più in particolare ad Agazio Loiero, candidato in pectore per la Margherita alle regionali, ma il cui destino politico non potrà che risentire del risultato elettorale della Provinciali, grande occasione persa dal centrosinistra per risalire la china e affarmare la propria leadership. E proprio per analizzare il dato elettorale oggi Torchia volerà a Roma per incontrare il segretario nazionale Mastella.

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