Rifiuti, blocco ferroviario a oltranza
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Rifiuti, blocco ferroviario a oltranza
Calabria e Sicilia, partite ieri quattro coppie di treni da e verso il Nord
ROMA ? Ancora Italia spaccata in due, ieri, e ancora pesantissimi disagi per chi voleva spostarsi da Nord a Sud e viceversa, mentre continua da parte dei manifestanti l`occupazione della stazione di Montecorvino. Insomma, dopo l`inferno di sabato, ieri più nessun passeggero bloccato nei convogli, ma ancora tanto caos. Ben cinquanta i treni soppressi, come riferito da Claudio Cristofani, direttore delle Comunicazioni di Trenitalia. Che ha parlato di una situazione «ancora di emergenza, perché la stazione bloccata è un nodo troppo importante per potere assicurare un servizio normale». Da Trenitalia, quindi, lo stesso appello: non mettersi in viaggio. Almeno in treno, perché lungo le autostrade il traffico si presenta normale. Trenitalia ieri ha fatto partire due coppie di treni per collegare Roma a Reggio Calabria e viceversa. Una percentuale minima, quindi, quella dei treni che si è riusciti a far partire, rispetto a quelli che sono rimasti fermi. Da Reggio Calabria, diretti al Nord, sono partiti soltanto due dei quattordici treni a lunga percorrenza normalmente previsti. Entrambi si sono fermati a Battipaglia, dove i passeggeri sono stati fatti scendere. Qui, con un pullman, sono stati portati alla stazione di Salerno, dove sono saliti su altri convogli. Per i passeggeri giunti, invece, da Roma, sosta alla stazione di Salerno e stesso aggiramento in pullman del blocco, per poi risalire in treno a Battipaglia. Chi doveva arrivare in Sicilia, è stato fatto imbarcare a Salerno su una nave che proseguiva fino a Palermo. Per la notte, poi, per collegare il Nord alla Sicilia e viceversa, Trenitalia ha fatto partire due coppie di treni, utilizzando la dorsale adriatica: un percorso notevolemente più lungo, circa 4 ore in più. I treni dal Nord sono stati previsti tra le 18 e le 21 da Venezia e Torino; quelli dalla Sicilia, invece, da Palermo e da Siracusa. Una nave veloce è sempre in funzione per il trasporto dei passeggeri da Messina a Salerno, così come otto autobus hanno continuato a trasferire i passeggeri tra le stazioni di Battipaglia e di Salerno. Ed è scontro tra Trenitalia e associazioni dei consumatori sul rimborso del biglietto di chi, sabato, si è trovato coinvolto nel blocco. Trenitalia ha fatto sapere che rimborserà il biglietto di chi non si è messo in viaggio, mentre sostiene di non dovere nulla a chi ha scelto di partire, in quanto ritardi e disagi «non sono dipesi da Trenitalia». Ma il Codacons replica che Trenitalia deve rimborsare il prezzo integrale del biglietto a tutti i passeggeri coinvolti nel caos, perché «compete alla stessa Trenitalia tenere liberi i binari ferroviari anche pretendendo, nel caso, l`intervento delle forze dell`ordine». E anche la segreteria regionale Lazio dell`Associazione utenti trasporto pubblico, sottolinea: «Troppe 48 ore di blocco totale per permettere a Trenitalia di rendersi conto come affrontare la situazione di emergenza». E auspica che per i passeggeri «possa esserci la soddisfazione di un rimborso alle proprie sofferenze».
LA GIORNATA – Una giornata carica di tensione quella di ieri, che si è chiusa con la bocciatura della proposta avanzata dal prefetto di Salerno di far passare almeno un solo treno dopo tre giorni di paralisi lungo la rete ferroviaria che collega il Nord al Sud, ma sembra che dietro ci siano più che altro motivi tecnici. La direzione delle Fs, ha fatto sapere, che il passaggio del convoglio non potrebbe avvenire prima di stamattina per la necessità di effettuare verifiche alla rete ferroviaria prima della riapertura. A questo punto i dimostranti, che erano alla fine propensi ad accogliere come segno di buona volontà la richiesta del prefetto di Salerno, hanno rifiutato. Per stamattina è fissato infatti l`incontro nella prefettura di Napoli con il commissario per l`emergenza rifiuti Corrado Catenacci. I manifestanti hanno promesso che andranno avanti ad oltranza, almeno fino all`esito dell`incontro. A scatenare la protesta, che ha messo in tilt da tre giorni il traffico su ferro, è stata l`ipotesi di riapertura di un contestato sversatoio che si trova nel Comune di Montecorvino Pugliano, nel salernitano, in località Parapoti. Dinanzi a questa prospettiva i cittadini hanno occupato la stazione di Montecorvino Rovella. Tre giorni di trattativa serrata non hanno sbloccato la situazione. L`ultimo tentativo lo ha fatto, senza esito, il prefetto di Salerno Enrico Laudanna che incontrando i giornalisti non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Accompagnato dal questore Carlo Morselli, il prefetto ha chiesto ai manifestanti come segno di disponibilità alla trattativa di far passare almeno un convoglio. Ma i manifestanti hanno deciso di non muoversi. L`ipotesi di uno sgombero parziale della stazione era stata prospettata dai rappresentanti del movimento, che stamattina si ritroveranno faccia a faccia con il commissario Catenacci, per ribadire che la discarica di Parapoti «rappresenta una minaccia per la salute di un`intera comunità». I manifestanti hanno pronto un dossier sanitario. È una relazione datata 1999 e disposta dall`autorità giudiziaria dalla quale emergerebbe che la presenza di sversatoi ha già causato inquinamenti alla falda acquifera. L`emergenza rifiuti ha però imposto ? secondo il prefetto Catenacci ? la riapertura della discarica, destinata ad accogliere per i prossimi mesi gli scarti della lavorazione dell`impianto di Battipaglia, dove si lavorano i rifiuti di tutto il Salernitano. Ad allentare la tensione non è servita nemmeno la notizia che l`apertura di Parapoti potrebbe essere a tempo. Cioè per il periodo necessario a trovare una soluzione alternativa. I manifestanti rilanciano sostenendo che in provincia di Salerno vi sono almeno 10 siti idonei che a differenza di Parapoti si troverebbero a distanza di sicurezza dalle abitazioni. E sono anche gli amministratori locali a dirsi contrari al riutilizzo del vecchio sversatoio. Il sindaco di Montecorvino Rovella, Alfonso Della Corte ha detto che nell`attesa dell`individuazione di una nuova discarica, tutti i Comuni si debbano far carico del problema allestendo, come previsto dal decreto Ronchi, siti di stoccaggio provvisorio. Se prefetto e questore di Salerno parlano con i manifestanti, prosegue invece il dialogo a distanza con il commissario Catenacci che ieri parlando con i giornalisti ha espresso il timore che dietro le proteste ci possa essere la mano della criminalità organizzata. Sospetti che i manifestanti respingono sdegnosamente: «Siamo persone per bene che vogliono solo difendere la salute, e il futuro dei loro figli». A rendere ancora più determinati i manifestanti è un dato che appare paradossale. I Comuni che dovrebbero farsi carico dell`emergenza rifiuti in provincia di Salerno sono tra quelli dove si registra la più alta percentuale (circa 80%) di raccolta differenziata. «Noi facciamo sacrifici ? accusano ? e poi ci ritroviamo ad essere la pattumiera dell`intera provincia».
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