25 Giugno 2004

Festeggia il Codacons: «Erano provvedimenti analoghi a estorsioni»

Una sentenza del Tar del Lazio vieta agli esattori di usare il fermo amministrativo

Festeggia il Codacons: «Erano provvedimenti analoghi a estorsioni»





ROMA.
Una sentenza del Tar del Lazio vietato da ieri agli esattori di utilizzare, contro chi ha multe in sospeso, lo strumento del cosiddetto «fermo amministrativo», che permette di bloccare gli auto e i motoveicoli se i proprietari risultano morosi. La sentenza dei giudici amministrativi non è definitiva ma fin d?ora blocca i provvedimenti in corso e quelle future. Il pronunciamento arriva a seguito di un ricorso dell?associazione di consumatori Codacons.
Il fermo amministrativo pesa sulla testa di circa 250 mila automobilisti italiani, alle prese con multe insolute; fra le conseguenze cui possono andare incontro non c?è solo il blocco dell`uso dell`automobile ma addirittura il pignoramento della casa da parte degli esattori preposti. «Adesso – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – i provvedimenti di fermo amministrativo dovranno essere ritirati e i cittadini di tutta Italia potranno pagare i propri debiti seguendo le normali procedure».
I giudici della seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio si sono espressi, per ora, soltanto in sede di sospensiva; adesso si dovrà aspettare la pronuncia dei magistrati nel merito, ma quanto si legge nella motivazione dell`ordinanza lascia pochi dubbi sull?esito della vicenda.
Il Tar dice che «nella presente fase cautelare e in assenza del prescritto regolamento attuativo non emerge con ragionevole certezza la fondatezza della pretesa creditoria»; inoltre i giudici stigmatizzano « la mancata proporzionalità fra l`importo dovuto e il danno derivante al ricorrente dal fermo amministrativo impugnato».
Tale «mancata proporzionalità » è stata, in certi casi, eclatante. Al telefono con la Stampa, il presidente del Codacons cita il caso di «un calabrese che ha subìto il fermo amministrativo perché aveva un euro di tassa di mora»; Rienzi non esita a definire questo un «provvedimento odioso». Secondo l?uomo del Codacons il potere eccessivo attribuito agli esattori delle imposte per forzare il pagamento di ogni tipo di debito li rende «eredi degli antichi gabellieri» ed è assimilabile a una «estorsione», perché il provvedimento scatta anche quando, per esempio, la questione è ancora sospesa davanti al giudice di pace. «Anche quando il fermo amministrativo è ingiustificato – osserva ancora Rienzi – spesso chi ne viene colpito si piega a pagare, per evitare di subire ulteriori conseguenze».
Ma adesso non verrà a mancare uno strumento efficace per colpire i tanti furbi che le multe dovrebbero pagarle davvero e invece non lo fanno? Rienzi risponde che «serve una burocrazia efficiente e rapida che faccia rispettare le norme usando strumenti di civiltà».
L?efficacia della sospensiva è immediata e varrà a salvare altre decine di migliaia di persone che stavano per ricevere il provvedimento di fermo amministrativo, oltre alle 250 mila che già lo hanno a loro carico; secondo la valutazione di Rienzi, solo a Roma erano in viaggio altri 25 mila provvedimenti.

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