Cocomeri, prezzi alle stelle gli aumenti toccano il 223%
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA ? L`arrivo dell`estate mette le ali ai prezzi di cocomeri, gelati e grattachecche, con aumenti che nel giro di tre anni hanno toccato anche il 223%. A calcolarlo è il Codacons, che ha svolto un`indagine per verificare come sono cambiati i prezzi degli alimenti più acquistati con l`arrivo dell`afa nei classici chioschi o camioncini, ma anche in bar e gelaterie. I risultati parlano chiaro, l`impennata dei prezzi è stata in molti casi superiore al 100%, con picchi altissimi (tra +158% e +223%) in particolare per la classica fetta di cocomero consumata al chiosco in piazza. Senza contare, ricorda l`associazione dei consumatori, che i prezzi sono ancora più elevati presso i punti turistici delle varie città (spiagge, centri storici). Secondo il Codacons «non c`è alcuna giustificazione a questi aumenti, perchè i prezzi delle materie prime dei vari prodotti considerati hanno subito aumenti minimi in questi tre anni: ne consegue che siamo di fronte a fenomeni speculativi puri di chi vuole arricchirsi alle spalle dei consumatori e che andrebbero frenati e sanzionati severamente». Secondo il Codacons, il giro d`affari di questi prodotti è di 250 milioni di euro per cocomeri e cocco, 450 milioni per i gelati e 200 milioni per grattachecche e granite. Petrolio . Benzina alle stelle secondo i consumatori che paventano anche rischi di «fiammate» estive a partire già dalla prossima settimana, ma l`Unione Petrolifera smentisce seccamente e dichiara, per voce del suo presidente, Pasquale De Vita: «Pochi sono disposti a crederlo, eppure il prezzo attuale della benzina è tra i più bassi, in termini reali, nella storia della commercializzazione del prodotto». De Vita, malgrado le polemiche di questi giorni, nel corso del suo intervento all`assemblea annuale dell`Up ha sfoderato le cifre, ricordando che il picco del dopoguerra è stato toccato nel 1976 con un valore di quasi 1,9 euro al litro, «ossia il 66% in più del prezzo attuale». Livelli elevati, compresi tra 1,4 e 1,7 euro al litro, si sono avuti stabilmente nel decennio 1976-1985. E senza andare al 1939, quando la benzina costava 3,876 euro ai valori attualizzati, anche negli anni Novanta il prezzo, pur scendendo sensibilmente, è stato quasi sempre sopra ai valori odierni. De Vita, tuttavia, non ha nascosto che le tensioni del sistema petrolifero internazionale hanno fatto «sentire i propri effetti anche in Italia, alimentando nuove polemiche e incomprensioni», ma ha puntato il dito dell`accusa contro qualcosa di molto più vicino, la rete di distribuzione: «E` il vero tallone d`Achille – ha sottolineato il presidente Up – e una delle cause principali del differenziale tra i prezzi della benzina in Italia e in Europa». «La causa – ha proseguito – è ben nota: le competenze parcellizzate tra gli enti locali, la forte frammentazione delle decisioni, la presenza di approcci particolaristici».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
