20 Giugno 2004

Cambio d´indirizzo,un dramma postale


Poteva immaginare uno, cittadino di Trento o altrove, che la privatizzazione delle Poste avrebbe determinato anche snellimenti burocratici, rispetto alla gestione statalista. Qualcosa forse sì, ma se dovete procedere a un temporaneo cambio di indirizzo (accade soprattutto in estate), sono dolori per voi.
La controprova è in un formulario da riempire allo sportello. Dovrete precisare: cognome e nome, indirizzo attuale e futuro (fin qui ovvio) e subito dopo comune e data di nascita, codice fiscale, telefono fisso, facoltativo quello mobile, anche e-mail . Dovrete precisare anche i figli minorenni, notoriamente destinatari di “Topolino“. Solo quelli, curiosamente non la (il) consorte del dichiarante. Per certezza ulteriore, andrete a precisare gli estremi di un documento di riconoscimento, rilasciato quando e da chi. Sborsate dieci euro, non capite perchè, dal momento che il servizio non viene appesantito, tutt´al più cambia il portalettere. In ogni caso, vi assicurano il nuovo inoltro non prima di dieci giorni e comunque per non più di tre mesi, non meno di un mese.
Se hai storie, scrivi a “Seguimi temporaneo“, “con modalità cartacee, elettroniche e telematiche“, ad indirizzo romano. Se vuoi recedere dal contratto, scrivi a Centro Servizi, dislocato in Benevento, via dei Longobardi.
Ti viene da dire che, all´epoca statalista, uno andava all´ufficio postale, munito di carta d´identità e compilava un modulo. Il resto accadeva. Adesso, qualche difensore civico, sindacato o Codacons potrebbe chiedere a qualche ministro per le pari opportunità se non ci sia qualche carta di troppo. Persiste, oltre tutto, un quesito: dal momento che il (la) consorte non risulta da precisare, vuoi scommettere che a lui (lei) la posta rimane all´indirizzo di prima?

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this