18 Giugno 2004

Caso Totti, in campo Veltroni e i romani

Caso Totti, in campo Veltroni e i romani


Il sindaco: «Ha sbagliato ma ha un grande cuore». I tifosi: «L?immagine della città non c?entra»



Il giorno dopo, la difesa di Totti diventa la difesa di Roma. E il primo a scendere in campo è ancora una volta il sindaco Walter Veltroni, che affida il suo pensiero ad una nota ufficiale, su carta intestata del Campidoglio: «Non riconosco Francesco Totti – dice Veltroni – nel gesto disgustoso e antisportivo che, purtroppo, abbiamo visto in televisione. Il Francesco Totti che conosco e stimo è un ragazzo gentile, con una grandissima sensibilità per gli altri. Il Francesco Totti che conosco è quello che ho visto al mio fianco tante volte quando c?era da portare solidarietà concreta, conforto, appoggio ai bambini che soffrono, alle persone che più sono in difficoltà». Il sindaco ricorda l?impegno sociale del capitano giallorosso: «Un ragazzo che ha dato tantissimo delle sue risorse personali per aiutare gli anziani e per la causa dell?Unicef. Francesco è una persona con un grande cuore e non vorrei che tutto questo fosse cancellato per la perdita di controllo di un attimo, causata oltre che dalla tensione del gioco in campo anche da una pressione psicologica evidentemente eccessiva». Una nota che, da Roma, finisce direttamente a Lisbona, esibita quasi come una prova a discolpa dall?avvocato Giulia Bongiorno, nell?udienza presso l?Uefa.
Quello di Veltroni è un segnale, ma nel corso della giornata ne arrivano molti altri. Roma si mobilita per difendere il suo campione dagli attacchi «esterni», che vengono soprattutto dal Nord. Per tutti quanti Totti ha sicuramente sbagliato. Ha compiuto un gesto bruttissimo, «il più brutto che si possa fare su un campo di calcio e molto strano per uno come Francesco», dice Bruno Conti. Ma al gioco al massacro contro Roma e i suoi abitanti, i romani non ci stanno. E non ci sono bandiere o colori che tengano. Lo dicono i romanisti, ovviamente. Ma lo dicono anche i laziali, nelle loro trasmissioni radiofoniche. «Ma che c?entra Tor Bella Monaca? Sicuri che Cologno Monzese o Assago siano tanto meglio?», dice uno. Il tono è serio, arrabbiato, stizzito. Sotto accusa, in particolare, alcuni articoli di alcuni giornali, dove si parla di borgate e «lavoretti» da fare, moto di grossa cilindrata e bellone al seguito, pacchetti di sigarette arrotolati nella manica della t-shirt e «cicca» penzolante dalle labbra. Qualcuno ironizza: «Io sono di Tor Bella Monaca, lavoro, non ho la Kawasaki e la fidanzata non mastica gomme americane. Devo cambiare casa?». Altri si lanciano in raffronti con altri calciatori azzurri. «Totti ha sbagliato, ma Materazzi non è quello che ha spaccato il labbro a Cirillo?». «E Zidane nel ?98? Anche lui fu squalificato per aver passeggiato su un avversario».
Insomma, punti sul vivo, i romani si difendono anche se nessuno è indulgente sullo sputo di Totti a Poulsen. Anche la Roma scende in campo, per bocca del d.s. Franco Baldini che stamane partirà per Lisbona. «Mi è sembrata allucinante – dice – questa tempesta mediatica, per certi versi straordinariamente cattiva. Credo che un ragazzo vada valutato anche per tutte le cose belle che ogni giorno regala: parlo anche della sua immagine, del suo impegno nel sociale. Totti è un ragazzo generoso, sempre disponibile, non ho mai visto nessuno sottoporsi al rito delle foto e degli autografi come fa lui. Ora dipingerlo come un bullo di periferia mi sembra un?esagerazione. Nessuno vuole sottovalutare la deprecabilità del gesto, però ci può stare anche che un ragazzo possa sbagliare. Lui l?ha riconosciuto ed ha chiesto scusa». Per tutto il giorno, si rincorrono le dichiarazioni di politici, sportivi, personaggi dello spettacolo.
Per Maurizio Costanzo, suggeritore dell?iniziativa del libro di barzellette, «il suo non è un danno di immagine irreversibile, specie nel paese che ha riabilitato Tangentopoli. Francesco mi ha chiamato, e gli ho detto di chiedere scusa pubblicamente. Fossi stato il suo lookologo, invece, gli avrei sconsigliato le treccine: è già abbastanza sotto i riflettori. Ha sbagliato, ma basta esagerazioni». Per Carletto Mazzone, Totti «ha abboccato come un pollo al gioco sporco dei danesi: se mi mettono addosso una telecamera per 90 minuti, andrei fuori in ogni partita per qualche vaffa». L?Unicef, di cui il giallorosso è testimonial, ricorda che «Totti è un ragazzo generoso, e va sottolineato proprio quando ha commesso un errore», mentre per gli esperti pubblicitari lo sputo gli costerà un danno da circa 35 milioni di euro. Dure critiche dal mondo politico. La Padania, quotidiano della Lega Nord, ha titolato in prima pagina: «Totti sputa: rimandatelo a casa». Mario Pescante, sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo sport, parla di «grande amarezza e grande rammarico». Il Codacons, l?associazione consumatori, vorrebbe addirittura citare il campione in tribunale, chiedendo 5 milioni di risarcimento. Ecco perché a Totti forse conviene restare in Portogallo…

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