Brescia, Fi al ballottaggio. Lega arbitro
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fonte:
- Libero
Voti equamente divisi tra sinistra e centrodestra. Che ora punta a tirare dalla sua parte il Carroccio
BRESCIA – Altri quindici giorni di attesa per sapere chi siederà alla poltrona di Palazzo Broletto, la sede della Provincia di Brescia. Corrono, infatti, per il ballottaggio, Alberto Cavalli della Casa delle libertà, con il 38,04 per cento di voti e Tino Bino, sostenuto da Uniti per l`Ulivo, che ha ottenuto il 35,5 per cento dei consensi. A svolgere il ruolo di ago della bilancia sarà inevitabilmente chiamato Alessandro Cè, candidato del Carroccio che ha portato a casa il 12,8 per cento delle preferenze. Nei voti di lista bene Forza Italia che tiene rispetto alle ultime consultazioni europee, in crescita la Lega e L`Udc che raddoppia addirittura la propria percentuale. Gli altri candidati a Palazzo Broletto non hanno superato il 4 per cento. Tutto insomma si giocherà intorno ai fedelissimi del Carroccio, ai quali spetterà decidere la sorte delle due liste avversarie. Potrebbero infatti scegliere di disertare le urne fra due settimane. Lasciando un grosso punto di domanda sulla candidatura del presidente della Provincia. «In cinque anni di governo abbiamo dimostrato di essere una squadra unita che ha risposto alle esigenze di cambiamento dei bresciani, dando loro una provincia diversa dalle precedenti», ha detto Cavalli. Riferendosi ai punti della sua agenda di Governo, ha aggiunto: «Abbiamo aperto e chiuso 200 cantieri stradali, realizzato un bosco in pianura e costruito la pianta rete di piste ciclabili della Lombardia. Mantenuto l`impegno della polizia provinciale». Qui l`invito di Alberto Cavalli di dare fiducia in chi ha agito raggiungendo risultati concreti, ma soprattutto strizza l`occhio alla Lega di Cè. «Abbiamo governato due anni e mezzo con il Carroccio fino all`approvazione del consultivo. Ritengo che possiamo trovare ora le ragioni per riprendere un`alleanza che ha dato i suoi frutti». Tanto più che anche dopo la frattura a Palazzo Broletto la collaborazione tra i leghisti e la Cdl è continuata senza interruzioni. «Abbiamo sempre deliberato all`unanimità, cosa assai rara in un Ente come la Provincia», continua Cavalli, «segno che nella sostanza nulla si è rotto tra noi e la Lega». Definisce invece sorprendentemente cattivo il risultato di Uniti per l`Ulivo. «La coalizione di centro sinistra ha perso», conclude Cavalli, «ben 4 punti rispetto all`ultima chiamata alle urne. Se questo è il modo di mettere in crisi la Casa della Libertà, bisogna ammettere che è decisamente inferiore alle aspettative». Soddisfazione per Tino Bino, il candidato del centrosinistra: «Visto il risultato ottenuto alle europee temevamo un crollo. Siamo invece pronti ad affrontare il ballottaggio». «Ora non ci rimane che convincere gli elettori parlando dei nostri programmi di governo», afferma Bino. Una Provincia difficile per entrambe i poli, quella di Brescia, storicamente bianca e ora divisa geograficamente in due. La città più vicina al centro sinistra e le valli che si sono dimostrate più fedeli al centro destra. I bresciani si sono dimostrati anche i più attenti al diritto di voto: affluenza altissima. Infatti l`88,4 per cento degli aventi diritto ha votato, tra i dati più elevati d`Italia. Mentre lo scrutinio delle schede è andato per le lunghe per l`elevato numero di seggi e per alcuni disguidi tecnici. Gli elettori bresciani chiamati ad esprimere la propria preferenza per le Provinciali sono stati 916.070. 571mila quelli che hanno espresso anche il voto per scegliere il primo cittadino. E 160 i Comuni interessati. Nella scheda gialla per la provincia 7 candidati alla poltrona di presidente. Adriano Bosio per il simbolo di Alternativa sociale (Alessandra Mussolini) 1,4 per cento. Antonio Perini, appoggiato dal Codacons e dai Socialisti uniti, 1,8 per cento. Giulio Arrighini, sostenuto da No Euro e Lega Padana Lombardia, 3,6 per cento. Claudio Pedersoli della lista Lega per l`autonomia Alleanza Lombarda, 5,04 per cento. Alberto Cavalli sostenuto da 7 liste del centro destra: Liberal Sgarbi, Unione Cacciatori Buffoli, Patto con Cavalli liberaldemocratici, Forza Italia, Udc e Lista Cavalli. Tino Bino sostenuto da 9 liste di centro sinistra: Verdi, Rifondazione comunista, la Margherita civica, Lista cacciatori bresciani, Comunisti italiani, Ds, Di Pietro – Occhetto, Italia dei valori, Socialisti Sdi. Corre da sola La Lega con Alessandro Cè. E proprio alla Lega ora torna la parola, dal momento che solo la scorsa settimana il candidato del carroccio aveva sparato a zero sui due poli, mentre a caldo, dopo il risultato delle urne ha affermato: «Ci sarà una riunione a livello regionale per decidere la nostra posizione in vista del ballottaggio. Non escludo apparentamenti».
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