12 Giugno 2004

Ecco chi sono i “candidati sindaco“ sullo sfondo dello scontro

Ecco chi sono i “candidati sindaco“ sullo sfondo dello scontro


Sette piccoli outsider sfidano i due pesi massimi


Obiettivo: contare al ballottaggio


BOLOGNA.

Quelli che «sposterei il Sant´Orsola alla fiera» e quelli del «buono risparmio per i bisognosi», quelli che distribuiscono i biglietti del bus gratis e quelli che vestono rossoblù, quelli del «pugno duro con i fondamentalisti islamici», quelli contro le antennine del telefonino e quelli dei padri separati. Oh no. Non ce l´hanno proprio fatta i sette nani a far capolino nello scontro tra giganti tra il sindaco in carica Giorgio Guazzaloca e lo sfidante Sergio Cofferati.
Ci hanno provato eccome, i sette outsider, a far senti la loro voce. Talvolta uno di loro è riuscito a fare capolino a farsi sentire, ma la partita era segnata e loro sono rimasti sullo sfondo, dietro allo scontro tra pesi massimi. Li vedremo comparire improvvisamente oggi sulla scheda. Sopra Guazzaloca, o sotto Cofferati. Il più fortunato di loro, forse, entrerà in consiglio comunale. Gli altri spariranno, ma potrebbero assaporare un momento di gloria, anche dopo la sconfitta certa, se si andrà al ballottaggio e allora ognuno di loro cercherà di vendere i propri voti a caro prezzo.
Almeno quattro di loro al primo turno toglieranno voti a Guazzaloca che se li riprenderà al secondo turno il 27 giugno, se ci sarà. Sono Gianni Correggiari, leader di Forza Nuova, sostenuto da una lista destrissima (fiamma tricolore, lista Mussolini e Forza Nuova), Simone Albertini della Lega Nord, l´insidiosa lista di Anselmo Ruocco capeggiata dal dj di radio Sfera, ex consigliere comunale che grida ai quattro venti che «bisogna dare un bel calcione a Guazzaloca per toglierlo di torno». E infine Franco Piro, l´ex deputato craxiano piro-tecnico, che si ripresenta con la lista Nuovo Psi. C´è poi una lista di disturbo per Cofferati, la lista Reno di Dodi Maracino che critica da sinistra il Cinese, la lista dei padri separati guidata da Aldo Dinacci che spera di rifarsi dal clamoroso plof del 1999 e infine la lista Ufo dei Consumatori, promossa da Bruno Barbieri del Codacons, ma osteggiata dalle altre organizzazioni dei consumatori. Quanti voti prenderà? E quanti ne acchiapperanno tutti assieme? In attesa del verdetto delle urne ecco una rapida carrellata sei sette coraggiosi, in ordine di apparizione sulla scheda azzurra per il Comune.
Correggiari. L´avvocato, numero due del movimento neo fascista Forza Nuova, ha riunito sotto il simbolo Alternativa Sociale tutta la destra che più destra non si può. Bolognese, 47 anni, i suoi cavalli di battaglia sono «gay e centri sociali» ai quali il Comune «deve chiudere i finanziamenti». Contesta a Cofferati di cavalcare «temi retrò come la pace e la solidarietà», a Guazzaloca di avere fatto «solo propaganda con argomenti di facciata». Vorrebbe dare un «buono sociale ai bisognosi» e ha trovato «decisamente moscia» la campagna elettorale. La bomba in piazza? «Più anarchico insurrezionalista – ironizza – sembra anarchico stabilizzatrice».
Piro. «Siamo noi gli unici miglioristi», dice l´ex deputato socialista che ritorna dopo anni di silenzio come capolista del Nuovo Psi di Gianni De Michelis. Nato a Cosenza nel ?48, Franco Piro è docente dell´ateneo bolognese. Tra i suoi cavalli di battaglia la proposta di «finanziare opere pubbliche con i buoni ordinari emessi dal Comune», i famosi boc. Sulle infrastrutture della città dice sì a tram e metrò, e propone di ragionare «sul trasferimento del policlinico Sant´Orsola». Dove? Piro vedrebbe «un grande polo ospedaliero nell´area oggi occupata dalla Fiera».
Barbieri. Bolognese, 41 anni, coordinatore regionale del Codacons, anche se ha fatto arrabbiare i colleghi delle altre associazioni di consumatori, vorrebbe entrare in consiglio comunale alla testa della lista Consumatori «per verificare come vengono spesi i soldi dei cittadini». Il colpo più significativo della campagna elettorale? Un ricorso presentato contro la Tim contro l´istallazione (un anno fa) di una antenna per i telefonini in via della Beverara.
Maracino. Aretino, 53 anni, Domenico, detto Dodi, prova a esportare la sua lista Reno, dall´omonimo quartiere al resto della città. Con questo marchio il gestore di un´osteria alla Barca si presenta infatti in Comune e in diverse circoscrizioni cittadine. Contesta tutti da sinistra. Era all´opposizione anche dentro Rifondazione comunista, prima di andarsene sbattendo la porta. «La colpa di Vitali – dice – è quella di aver iniziato la distruzione dello stato sociale portata avanti con maggiore violenza da Guazzaloca». Ieri, per chiudere la campagna elettorale, ha regalato biglietti dell´autobus in piazza Maggiore.
Dinacci. Cinque anni fa la sua lista Mps, movimento padri separati, fu votata da 287 lettori. Su sedici liste ottenne la sedicesima piazza e un poco invidiabile 0,13%. L´esperienza, però, deve essergli piaciuta. E Dinacci, napoletano, 51 anni all´insegna dell´importante è partecipare, si ripropone anche in questa competizione. «Non faccio promesse che non saranno mantenute» ha detto con un certo realismo nell´appello alla Rai e ha invitato tutti ad affidarsi a «padri responsabili».
Albertini. Il battagliero candidato della Lega Nord, con i suoi 29 anni, è anche il più giovane candidato sindaco. Laurea in economia, consulente fiscale, riparte dai 4100 voti che la Lega conquistò cinque anni fa con l´obiettivo di conquistare un posto in consiglio. Non sopporta lo splitting («è un controsenso e crea solo confusione»). Per lui la sinistra ha fatto «molto male», e «Guazzaloca non ha saputo recuperare sul degrado della città, il traffico e l´immigrazione (qui occorre il pugno duro contro i clandestini)». E se si va al ballottaggio? «Siamo per i giochi chiari, nessun voto a Guazzaloca senza un accordo politico».
Ruocco. È l´ultimo della lista, ma anche quello con più possibilità di centrare l´obiettivo. Cinque anni fa, a capo della lista Destra Nazionale, sfiorò il 3%. Racconta che Guazzaloca gli promise di farlo assessore, poi prese i suoi voti di dileguò. «Quando mi incontra abbassa ancora lo sguardo», insiste. Adesso con la maglia del Bologna chiede di dare un calcio al sindaco. «Vinse con i miei voti», proclama, «ma poi ci ha traditi tutti». Esagerato? Guazzaloca vinse la sfida con Silvia Bartolini per tremila voti, i consensi di Ruocco furono 6300. E questa volta per stare sul sicuro, ha imbarcato nelle sue liste (anche nei quartieri e in provincia) tutta la pattuglia dei transfughi di Forza Italia.

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