11 Giugno 2004

Scatta l?allarme a Roma, Firenze e Bologna

La canicola risveglia l?ozono



Scatta l?allarme a Roma, Firenze e Bologna



ROMA.
Con il caldo improvviso, aumentano anche inquinamento e rischio ozono. Le alte temperature hanno favorito una condizione di ristagno atmosferico e un lieve innalzamento dei valori delle polveri sottili. Nella capitale è già allarme. «Si consiglia ai soggetti a rischio – spiegano dall`assessorato all`Ambiente del Comune di Roma – individui predisposti a malattie respiratorie, bambini e anziani, di non esporsi al sole nelle ore più calde, evitando di sostare nei parchi e nelle aree periferiche».
Anche a Firenze ci sono concentrazioni di ozono nell`aria con valori leggermente superiori alla soglia di attenzione stabilita per legge, che è di 180 microgrammi per metro cubo. Le autorità sanitarie invitano, quindi, i cittadini a evitare sforzi fisici e attività ricreative all`aperto nelle ore più soleggiate.
La soglia di sicurezza dell?ozono è stata superata anche a Bologna (dove il termometro ha oltrepassato i 30 gradi) e a Forlì. Anche nel capoluogo emiliano è stata allertata la popolazione per evitare rischi di esposizione prolungata.
E? come se l?Italia si fosse ribaltata. Caldo torrido al Nord, caldo ventilato al Sud. Da un paio di giorni, Bolzano è tra le città «fornaci» della penisola, subito dopo Milano. Anche nel corso della giornata di ieri, sotto la Madonnina e ai 254 metri del capoluogo altoatesino, si sono registrati ben 34,2 gradi. Elevato anche il tasso di umidità. Nemmeno lo scorso giugno era stato così caldo.
Continua l?afa in Veneto, ma questa prima ondata di calore dovrebbe dare una tregua domani, con l`arrivo di correnti di aria fredda. Ieri, comunque, le temperature massime sono state tutte sopra i 30 gradi, con punte di 33 a Rovigo e Verona, 32 a Vicenza e Padova, mentre la provincia più «fresca» resta Venezia con i suoi 29 gradi, stabilizzati dall`effetto brezza che arriva dal mare. Ma dal centro meteo dell`Arpav di Teolo (Padova), gli esperti assicurano che non ci sono fenomeni di eccezionalità rispetto alle medie stagionali di giugno e che, anche per effetto della forte umidità, le temperature percepite sono ben al di sopra dell`effettiva posizione della colonnina di mercurio.
E con il caldo arrivano rincari e polemiche. «Ogni scusa è buona per costruire nuove inutili centrali e per far salire il prezzo dell`elettricità», accusa il Codacons. Il comitato per la difesa dei consumatori sostiene che «si agita lo spauracchio del blackout e del caldo per fare speculazioni e ottenere maggiori guadagni dalla vendita di elettricità. In realtà, l`energia in Italia è già la più cara d`Europa e i prezzi, quindi, dovrebbero diminuire, invece di aumentare. La mancanza di una vera concorrenza sul mercato dell`energia rende, purtroppo, ancora possibili queste speculazioni».
La bagarre si scatena anche sui piani di emergenza per difendere dal caldo gli anziani. Novanta custodi sociali da sperimentare in 4 Regioni non possono fronteggiare i bisogni di una popolazione di oltre un milione e 800 mila ultrasessantacinquenni non autosufficienti: Michele Mangano, segretario nazionale dello Spi Cgil, risponde così alla proposta del ministero della Salute per scongiurare il ripetersi dei decessi dovuti al caldo, avvenuti lo scorso anno.
«Il ministro non sa o finge di non sapere – dichiara Mangano – che le famiglie italiane pagano di tasca propria oltre 500 mila assistenti familiari, con una spesa media di 400 milioni di euro al mese, pari a circa 5 miliardi di euro all`anno a causa della riduzione di servizi sociali e sanitari. Ma puntuale, con l`arrivo del caldo estivo, si ripropone il tema dell`emergenza anziani e con altrettanta tempestività il ministro della Salute manda fonogrammi alla Protezione Civile. Intanto, però, gli enti locali hanno subito, in questi ultimi tre anni, un taglio di circa il 6 per cento delle risorse e sono stati constretti a cancellare servizi sociali per l`assistenza domiciliare integrata».

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