9 Giugno 2004

Commercianti freddi con Berlusconi

Roma – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta riflettendo con gli altri ministri «se rivolgere un invito ai commercianti» per una riduzione dei prezzi, da qui a fine anno e per i prossimi sei mesi dell`anno prossimo. «E` una richiesta che il governo fa senza avere il potere di determinarla», ha aggiunto, intervenendo alla trasmissione Radio Anch`io. Comunque, ha sostenuto, resta tutta colpa dell`euro, anche se i rincari si stempereranno nei prossimi mesi, perché prima o poi l`effetto euro passerà. I commercianti se la sono presa. Quasi tutti vi hanno visto uno scarcabarile a fini elettorali. Marco Venturi, presidente della Confesercenti, l`associazione dei piccoli negozi, commenta che «il presidente conosce i meccanismi di formazione dei prezzi e non dovrebbe scordarlo nemmeno in campagna elettorale, ci convochi subito dopo le elezioni per discutere seriamente del problema».
Il presidente della Confesercenti ricorda anche che quest`anno si avranno circa 50 mila chiusure di negozi. Gli fa eco Gianfranco Virgilio, leader dell`associazione dei supermercati, per sgombrare il campo dall`equivoco che ci sia un qualche genere di colpa imputabile alla megadistribuzione. Quindi non è colpa dei supermercati. Resta l`euro. «Un incremento dei prezzi si è verificato in tutta Europa», dice Berlusconi. Ma Prodi replica: «Senza l`euro, saremmo rovinati», «la colpa è di chi deve controllare e non l`ha fatto». L`appello ai ribassi non piace neanche ai consumatori. L`Adusbef ricorda «che l`inerzia del governo sui prezzi è costata 3650 euro a famiglia per un impoverimento complessivo di oltre 76 miliardi». Le associazioni Adoc e Federconsumatori sostengono che «evidentemente per la prima volta in due anni e mezzo Berlusconi è andato a fare la spesa e si è accorto di un fenomeno diffuso e ingiustificato». Sulla stessa linea il Codacons che parla «di una colossale balla elettorale». L`Adiconsum dice che il governo dovrebbe innanzitutto evitare nuove speculazioni: «Si sta aprendo la stagione del turismo, nei casi di aumenti del 20-30 per cento, il governo che farà? Chiederà verifiche fiscali?» Secondo la Coldiretti, secondo una statistica Ue, «un cittadino su 5 dell`Europa allargata a 25 Paesi l`aumento dei prezzi «è uno dei principali problemi da affrontare». L`Italia presenterebbe, secondo l`eurobarometro, il «maggiore livello di preoccupazione, 45 per cento, pari a più del doppio della media europea». Secondo l`Eurobarometro le percentuali di percezione del problema prezzi sono pressocchè le stesse nella nuova e nella vecchia Europa La sinistra, ovviamente, insorge. L`appello del premier, dice Natale Ripamonti dei Verdi, «arriva fuori tempo massimo». La Cgil di Mestre rileva che «le cose in mano al governo, dalle commissioni bancarie alla benzina, alle tariffe rcauto sono aumentate in maniera più sostenuta delle zucchine e il pane». Ma il leghista Roberto Calderoli continua a difendere il governo affibbiando la colpa tutta all`euro.

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