I commercianti respingono le accuse. I consumatori dimostrano scetticismo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA ? I commercianti scuotono la testa. Le associazioni dei consumatori sono scettiche. L`annuncio di Berlusconi di voler lanciare un appello ai commercianti perché riducano i prezzi non ha scatenato tra le masse ondate di entusiasmo. Qualcuno, come l`associazione degli artigiani di Mestre ha addirittura rilanciato la palla nel campo del Cavaliere: «Bene l`appello ai commercianti, ma speriamo faccia lo stesso con banche, compagnie petrolifere e assicurazioni visto che commissioni bancarie, benzina e Rc auto sono aumentate in maniera assai maggiore del tasso di inflazione e incidono molto più di pane e zucchine sui bilanci familiari». La sortita di Berlusconi, in realtà, non va presa sotto gamba. In Francia, il ministro dell`economia Sarkozy ha fatto una mossa simile chiedendo alla grande distribuzione di «ridurre i prezzi dal 3 al 5%». La differenza sta nel fatto che Sarkozy ha minacciato di ricorrere a una legge per imporre il taglio dei prezzi, Berlusconi vuole affidarsi a un appello perché «in un`economia di mercato non si può fare di più». Proprio sull`effetto che potrà avere l`appello si appunta lo scetticismo delle associazioni dei consumatori. «Quella di Berlusconi è una beffa ? secondo Iannutti dell`Adusbef ? mentre il governo dovrebbe spiegare l`inerzia sui prezzi costata 3.650 euro a famiglia». Stessa musica da parte del Codacons: «E` solo una colossale balla elettorale. Perché l`appello non lo ha fatto quando i prezzi salivano vertiginosamente?». Toccati sul vivo i commercianti. Secondo Marco Venturi (Confesercenti) il presidente del Consiglio, da imprenditore «dovrebbe conoscere i meccanismi che formano i prezzi». In sostanza, i commercianti si sentono le prime vittime perché sono costretti a scaricare sui prezzi gli aumenti di tasse e tariffe locali (Ici + 40%, rifiuti urbani + 45-82%, addizionale Irpef + 137% eccetera) con la conseguenza che vedono anche ridursi le vendite. Confesercenti, così ha deciso di lanciare un controappello al presidente del Consiglio: «Lasci perdere gli appelli elettorali e ci convochi subito dopo le elezioni per discutere seriamente del problema dei prezzi». Naturalmente critica l`opposizione. «A tre giorni dalle elezioni, Berlusconi scopre che la bancarella di Mamma Rosa non esiste più da tempo», dichiara ironicamente Giuseppe Fioroni dell`esecutivo della Margherita. «In campagna elettorale, il premier si accorge improvvisamente degli aumenti dei prezzi e del caro vita che sta impoverendo gli italiani, grazie alla nullità del suo governo, e propone strampalati rimedi di nessuna utilità ? sottolinea Fioroni ? Una presa in giro bella e buona, una beffa sulla pelle dei cittadini che pagano a carissimo prezzo la «Silvionomics», il pressappochismo e l`improvvisazione economica di questo governo». L`invito ai commercianti da parte di Berlusconi viene assegnato «all`improvvisazione e alla cialtroneria» dal senatore dei Verdi Natale Ripamonti.
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