Rienzi, il Giustiziere in mongolfiera
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fonte:
- La Stampa
FU tanti anni fa, a Napoli, che gli s?illuminò tutto. «Arrivo dalle parti di via Roma, parcheggio faccio per scendere dalla macchina e sento una signora che mi chiama dal balcone, ?giuvinò, chillo è ?o posto e mio marito, jatevenne?… ma si rende conto? Avevano privatizzato il suolo pubblico!». È lì che Carlo Rienzi è diventato il Giustiziere.
«Io ho avuto una sola stella polare nella mia vita» dice il candidato della Lista consumatori-Codacons, che di giorno fa l?avvocato a viale delle Milizie poi di notte mette su il cofanetto dvd con l?intera filmografia di Charles Bronson e sogna: sogna di essere come lui. Per questo si presenta alle europee con una lista antidestra e antisinistra, «fare giustizia è stata la mia vocazione fin da ragazzino». C?è stata solo una lievissima riduzione di scala e ambizioni. All?epoca, 1968, era nel movimento studentesco, sinistra extraparlamentare, collettivo di Giurisprudenza alla Sapienza, un gruppo in cui c?era anche Ciccio Misiani, tutti a seguire le lezioni di Giannini e, fuori dall?aula, le promesse della Rivoluzione. Ma il suo destino non era una chefia: era Charles Bronson. Bastava arrivare a quel pomeriggio di Napoli.
Da allora il Giustiziere se l?è presa con tutti e ha denunciato tutti, non sentendosi un Savonarola e neanche, a dispetto delle origini, un Masaniello, «però un gran rompiscatole sì». Anche un po? fissato, con tutto il rispetto. Il punto d?onore del suo programma è abbassare i prezzi? Figuratevi quando legge sulla Stampa che Iva Zanicchi ha lo stesso proposito: «E come li calmerà i prezzi la Zingara, con la camomilla? Col Tavor?». «E Lilli Gruber, ma dài, con un colpo di lacca?». Alle brutte c?è sempre Cecchi Paone. «Che dritto, quello. So buon pur?io a scoprirmi bisex una settimana prima delle elezioni…». Perciò s?attacca s?appella denuncia, il Giustiziere. Contro i furbi ma furbo pure lui, a naso.
Se avessero ripreso le sue battaglie sai che film? Contro i commercianti che aumentano indebitamente i prezzi, «quando abbiamo mandato i Nas ai mercati, il giorno dopo i prezzi delle zucchine erano scesi del 40 per cento». Contro l?impennata delle tariffe telefoniche, «nell?80 fummo noi a bloccare gli aumenti». Contro le compagnie di telecomunicazioni che fanno pagare la spedizione delle bollette, «è vietato, vie-ta-to dalla legge, se tutti chiedessimo il rimborso di quei dieci euro che ci fregano su ogni bolletta sai che lezione gli daremmo?».
Che «rompiscatole», Rienzi-Charles Bronson. Oggi, per darvi un?idea, è venuto ad Aosta a presentare alla Procura una richiesta di risarcimento danni di due milioni di euro due a Rai, Mediaset e Servizio meteo dell?Aeronautica. «Hanno sbagliato le previsioni del tempo, la gente che aveva prenotato le vacanze di Pasqua nella Valle non è più venuta e c?ha rimesso i soldi». Un denunciomane, l?ennesimo Fenomeno della post-politica? Certo il Giustiziere ha denunciato Santoro, «due volte, mica poteva fare i sondaggi in quel modo». Ha denunciato Storace, «un furbacchione, la Regione non voleva pagare una particolare chemioterapia che invece era tenuta ad assicurare». Ha denunciato persino la Oxa, «aveva fatto vedere gli slip a Sanremo, pubblicità occulta».
Ce l?ha con tutti pure in politica. «La destra ci boicotta», lamenta, ma quello che gli brucia di più «è che anche la sinistra ci ignora». E dire che il suo elettorato potenziale, secondo un sondaggio di Mannheimer, per il 2,1 per cento è fatto di progressisti (e per un 2,4 di astensionisti, i delusi dalla politica). Prodi? «Ci aveva promesso un incontro, non ci ha mai ricevuto». E D?Alema? «La sua vicina di casa gli ha detto che non avrebbe più votato per Berlusconi ma per noi consumatori, e lui l?ha dissuasa»…
E sarà anche leggermente egocentrico, Rienzi-Charles Bronson, però le sue proteste si fanno vedere. È bello per esempio che annunci, sobrio, «in chiusura di campagna elettorale mi lancerò da una mongolfiera sul palazzo della Confcommercio». E commuove quando, novello indiano metropolitano, manifesta in mutande davanti a Bankitalia per la truffa dei bond Parmalat (il suo slogan europeo recita appunto «abbassiamo i prezzi, non le mutande»). «Ma oggi mi so? vestito, pensavo che ad Aosta avrebbe fatto freschetto». Vai a sapere se è vero che l?altro giorno, da queste parti, hanno rinchiuso un tizio che andava in giro per la valle in boxer a fiori.
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