Cardia: traditi i risparmiatori
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fonte:
- Il Secolo XIX
All`assemblea dell`Authority che vigila sulla Borsa relazione tutta all`attacco del presidente
La Consob bacchetta le banche e chiede più poteri
Milano, Più trasparenza da parte degli operatori finanziari nei confronti del mercato. Più poteri ispettivi e repressivi alla Consob, l`autorità di vigilanza. Più etica negli affari, perché il «profitto non può e non deve essere l`unico metro». E, soprattutto, un forte richiamo alle banche, dal momento che il duplice ruolo di intermediari e di protagonisti di operazioni finanziarie le pone in molti casi in situazioni di conflitto di interesse.
Nella sua relazione di 32 pagine, letta davanti a una platea di operatori, imprenditori e banchieri, alla presenza del ministro dell`Economia Giulio Tremonti (che alla fine gli ha augurato: «Buon lavoro») il presidente della Consob non si è sottratto ai temi più scottanti del momento: il risparmio tradito e la riforma in via di approvazione dal parlamento. Senza polemiche, ma con fermezza, Cardia ha sottolineato il rischio che si ripetano altri casi Parmalat e ha ammonito le banche a non trasferire i rischi ai risparmiatori senza le adeguate informazioni. Un esempio: «il recente e intenso sviluppo delle operazioni di cartolarizzazione dei crediti», trasferiti a società ad hoc che emettono bond. Più in generale, avverte il presidente della Consob, i conflitti di interesse dei gruppi bancari «possono portare gli intermediari a incentivare collocamenti obbligazionari da parte di società o gruppi nei confronti dei quali non ritengano di incrementare la propria posizione».
Mentre in Piazza Affari un presidio dell`Aduc protestava per la vicenda dei prodotti “innovativi“ di Banca 121 (Mps), all`interno di Palazzo Mezzanotte (già sede della Borsa di Milano) Cardia riferiva delle ispezioni promosse dalla Consob sulle banche coinvolte nei collocamenti (oltre che di questi prodotti anche di bond Cirio e Argentina) e sulle infrazioni contestate a una decina di istituti di credito italiani: «I procedimenti sanzionatori – ha specificato Cardia – sono in corso di svolgimento e siamo in attesa di ricevere le deduzioni dei soggetti interessati», che rischiano sanzioni da 10 a 200 milioni di vecchie lire.
Dopo aver ricordato che Filippo Cavazzuti, uno dei cinque commissari Consob, non è stato ancora sostituito pur avendo lasciato l`Authority da ottobre, Cardia ha nuovamente chiesto «un intervento legislativo diretto a potenziare i poteri della Consob, nonché le sue risorse, in termini di uomini e mezzi». Più poteri ispettivi e anche sanzionatori: «L`entità delle pene – ha sottolineato infatti – è troppo spesso esigua in rapporto alla gravità delle condotte».
Alla riforma del risparmio avviata da Tremonti Cardia chiede «risposte tempestive e incisive». Il presidente della Consob avanza anche i suoi suggerimenti: rafforzare i controlli nelle società e assicurare una maggiore trasparenza, anche per gli analisti, soprattutto quando si tratta di emissione e collocamento di bond. Quanto alla governance delle società, che spesso sono imprese a controllo familiare, occorre dare più poteri ai soci minoranza, anche abbassando le soglie per la presentazione di liste di minoranza nell`elezione di consiglieri e sindaci.
Ciò in attesa che le regole vengano modificate con il recepimento di cinque nuove direttive Ue su abusi di mercato, prospetti, servizi di investimento, Opa e trasparenza. Da parte sua, la Consob sta rivedendo le regole per assoggettare al suo controllo anche gli scambi di obbligazioni che avvengono fuori dai mercati regolamentati.
Un`immediata risposta al presidente della Consob è venuta da Maurizio Sella, presidente dell`Abi, per il quale le banche «si stanno impegnando nel migliorare il sistema», ed anche se hanno avuto responsabilità nei crac Cirio e Parmalat, «occorre saper distinguere caso per caso», perché«qualunque generalizzazione pare inopportuna».
Diverse invece le reazioni delle associazioni di consumatori. «Parole, quelle di Cardia, sensate e fedeli rispetto alla realtà attuale degli istituti di credito e del mercato finanziario», ha commentato Carlo Pileri, presidente dell`Adoc. «La conferma di tutte le denunce avanzate per anni dai consumatori», ha aggiunto Paolo Landi di Adiconsum. Critico invece il Codacons, che chiede le dimissioni di Cardia. «Non è accettabile – spiega una nota – che Cardia si accorga solo adesso della carenza di organico, dopo i crac Cirio, Parmalat, Giacomelli e milioni di risparmiatori rovinati».
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