5 Giugno 2004

Parmalat, niente soldi agli azionisti

Parmalat, niente soldi agli azionisti


Bondi apre alle banche: si tratta sulle revocatorie per appoggi finanziari






MILANO Enrico Bondi apre alle banche sulle revocatorie ma taglia fuori gli azionisti dal piano di rimborso. Ieri mattina, mentre l?ex patron Calisto Tanzi veniva interrogato a sorpresa dal Pm di Parma Vincenzo Picciotti, il commissario straordinario di Parmalat ha incontrato i rappresentanti dei creditori, ovvero istituti italiani ed esteri, clientela retail e associazioni dei consumatori. Risultato: una volta approvato il concordato, Bondi sarebbe disposto a trattare con alcuni istituti passibili di revocatoria e in cambio della rinuncia del diritto alla restituzione del denaro chiederebbe alle banche stesse un appoggio finanziario aggiuntivo. La disponibilità verso alcune aziende di credito non precluderebbe, in ogni caso, la possibilità di intraprendere revocatorie verso altri istituti.
Il commissario straordinario vuole stringere i tempi e presentare il programma di ristrutturazione di Parmalat al ministro Antonio Marzano entro il 21 giugno, in concomitanza con i dettagli dei concambi. Ma le linee essenziali del piano di rimborso sono già state fissate: Bondi ha confermato che i creditori verranno suddivisi in classi, che i rimborsi saranno erogati a fronte delle rispettive esposizioni e differenziati a seconda della posizione. Ci saranno perciò i creditori privilegiati, come i fornitori, e le banche del prestito ponte che verranno interamente rimborsati in contanti, mentre alla generalità dei creditori andranno titoli della nuova Parmalat. Nulla invece ai vecchi azionisti Parmalat, che restano con il cerino in mano: non otterrano alcun rimborso per il loro investimento in azioni del gruppo di Collecchio. «Bondi ha dichiarato che non verranno riconosciuti warrant agli azionisti», afferma uscendo dalla riunione l?esponente del sindacato dei risparmiatori Siti Domenico Bacci. Il commissario getta la maschera, commenta il Codacons, «continua a prendere in giro i poveri risparmiatori e non vuole torcere nemmeno un capello alle banche: vorremmo sapere chi sono (e quali rapporti hanno con Bondi) quegli istituti con cui il commissario vorrebbe trattare». Le azioni revocatorie – che servono ad annullare le ultime operazioni di una società per assicurare parità di trattamento dei creditori – secondo il Codacons «sono doverose».
E proprio sull?utilizzo del denaro da recuperare – un miliardo di euro circa – è in corso un confronto tra Bondi e i creditori: il commissario vorrebbe destinare la somma alla società, i creditori la vorrebbero per sé. Probabile che, alla fine, si scelga la strada intermedia. Poiché l?ordinamento italiano non contempla la costituzione di un Trust fiduciario, la strada imboccata è quella di legare dei warrant alle azioni della nuova Parmalat assegnate con il concordato. In questo modo chi dovesse decidere di vendere subito le azioni resterebbe legato al capitale dell?azienda e manterrebbe i benefici derivanti dalle revocatorie. Le società del gruppo Parmalat interessate dalla proposta di concordato sono 16 e la newco – la società destinata a raccogliere il testimone dalla vecchia Parmalat – ha il nome provvisorio di Assuntore spa (che potrebbe diventare in seguito Nuova Parmalat), partirà con un capitale minimo di 120.000 euro e sarà controllata da una fondazione. Restano fuori dal piano di concordato il Parma Calcio, la F.lli Strini, la Eliair (tutte destinate alla vendita) e l`irlandese Eurofood.

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