In lizza ci sono anche movimenti di protesta
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Il quadro della competizione per le prossime elezioni europee è ormai ben definito. Molti sono i motivi di interesse. Qui ne indichiamo alcuni che hanno a che vedere con l?offerta elettorale. ! Le liste. Sono 25 le liste che si contenderanno i 78 seggi in palio nelle cinque circoscrizioni in cui è diviso il territorio nazionale. Nel 1999 erano 26. Il numero è quasi lo stesso ma le liste sono molto diverse. La novità più importante è senza dubbio la lista Uniti nell?Ulivo (la cosiddetta “lista Prodi“). Nel 1999 i quattro partiti che oggi la compongono si erano presentati divisi. Anzi, allora non c?era neppure la Margherita ma al suo posto c?erano il Partito popolare italiano, i Democratici, la Lista Dini. In questa zona del sistema partitico italiano si è messo in moto un importante processo di aggregazione. Vedremo se si consoliderà dopo il 13 Giugno. Anche a destra si sono aggregati Cdu e Ccd, dando vita all?Udc, ma all?estrema destra troviamo più partiti rispetto al 1999. Allora c?era soltanto il Movimento sociale Fiamma tricolore di Rauti. Oggi troviamo Alternativa sociale della Mussolini, la lista Fiamma tricolore e la lista Movimento idea sociale Rauti che però a differenza delle altre due presenta solo 15 candidati in tre circoscrizioni. Rispetto al 1999 sono aumentate le liste “personali“. Ben cinque portano il nome dei leader di riferimento: oltre alla già citata lista di Rauti, Di PietroOcchetto, Emma Bonino, Segni-Scognamiglio, Sgarbi. Segno dei tempi! Ci sono poi liste di protesta, tra cui spiccano quella dei consumatori (Codacons), che si presenta dappertutto, e una lista “no-euro“, che pur presentandosi in una sola circoscrizione ci darà un?dea dell?impopolarità della moneta unica. Da ultimo non si può non citare due liste i cui nomi richiamano le liste civetta utilizzate nel 2001 per aggirare lo scorporo: Abolizione dello scorporo-Verdi verdi e Paese nuovo. Si tratta palesemente di liste messe in campo all?unico scopo di disturbare e indispettire liste avversarie approfittando del fatto che non dovevano raccogliere firme per la presentazione dei candidati. Certo non per prendere seggi. Lega Nord sono abbondantemente sotto il 20 per cento. Più interessante l?analisi fatta solo sugli incumbents , cioè i candidati risultati eletti nel 1999 e ripresentati oggi. Complessivamente sono 57 su 87, il 65% circa. Una percentuale non particolarmente elevata per questa categoria di candidati. Un ricambio significatigni-Scognamiglio. Il fenomeno della trasmigrazione ha colpito molte liste. Dei quattro eletti nella Lega Nord tre sono stati ripresentati e uno è finito nella “lista Prodi“. Dei 6 eletti nel 1999 nelle fila del Democratici 2 sono finiti con Di Pietro-Occhetto, uno con Sgarbi, e solo due nella “lista Prodi“. La legge elettorale consenProdi“ ha rinunciato a presentare leader nazionali in più circoscrizioni. Lo stesso D?Alema è presente solo al Sud. Non ha però rinunciato a presentare due volte la Gruber e Santoro. La presenza di Berlusconi in tutte le circoscrizioni crea un motivo di interesse in più per queste elezioni. Tra Berlusconi e D?Alema chi avrà più preferenze nella circoscrizione Sud? # Le donne. Una delle novità più interessanti di queste elezioni è la presenza di un numero relativamente alto di candidature femminili. Com?è noto, non è stata una scelta “volontaria“ dei partiti. È stata la nuova legge elettorale a prevedere l?obbligo per ciascuna lista di presentare almeno un terzo di donne. Come si vede nella tabella, questa norma ha funzionato. Rispetto al 1999 il numero di donne in lista è salito notevolmente. Cinque anni fa solo Rifondazione Comunista, tra i partiti storici, aveva presentato più di un terzo di donne. Oggi quasi tutti, ma non tutti. Nonostante la legge, alcuni partiti ? e tra questi l?Udc e Ap Udeur ? sono ben al di sotto della soglia prevista. Anche la Lega è sotto ma di poco. Tutto ciò vuol dire che questi partiti si vedranno decurtare una parte dei rimborsi elettorali. Infatti la nuova legge prevede che il non rispetto della norma sulla quota di candidature femminili comporterà una decurtazione del finanziamento pubblico in misura proporzionale alla entità dello scostamento dalla quota prevista. Tra i partiti più “virtuosi“ Rifondazione Comunista ha ceduto il primato alla Lista Bonino e ai Verdi. Nella sostanza la legge ha raggiunto il suo obiettivo. Adesso staremo a vedere quante candidate-donne raggiungeranno il loro. Questa è a grandi linee l?offerta elettorale. Domenica 13 giugnoconosceremo la risposta degli elettori. te che un candidato possa presentarsi in più di una circoscrizione. Tra i partiti maggiori pochi lo hanno fatto. Per Forza Italia solo Berlusconi che è presente in tutte e cinque le circoscrizioni. Lo stesso vale per Fini, Bossi e Bertinotti. Tra i partiti minori il fenomeno è più diffuso. È una questione di visibilità. La presenza dei leader serve da richiamo. Solo la “lista vo con percentuali diverse tra i partiti. Tra i partiti maggiori sono i Ds ad avere cambiato di più. Erano 15 i loro incumbents ene sono stati ripresentati nella “lista Prodi“ solo 5 mentre uno è finito tra i Comunisti italiani. Forza Italia ha ripresentato 16 (su 22) dei suoi eletti nel 1999, Alleanza Nazionale 7 su 9 ma uno dei due non ripresentati è finito nella lista SeUn?operazione che genera ulteriore confusione e da condannare senza riserve. “ I candidati. Tra i partiti maggiori Forza Italia è quella che ha scelto di presentare in queste elezioni il maggior numero di candidati già in corsa anche nel 1999: il 25 per cento. Solo la Lista Emma Bonino ha fatto meglio. La “lista Prodi“, Alleanza Nazionale, Udc.
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