4 Giugno 2004

Caccia agli indecisi, sfida Polo-Ulivo in Provincia

Caccia agli indecisi, sfida Polo-Ulivo in Provincia


La Colli: politica del fare, basta con chi dice solo no. Penati: daremo voce a chi protesta contro traffico e carovita



In quattordici sulla linea di partenza. Una sola poltrona all?arrivo. La competizione per palazzo Isimbardi si accende, tra vecchie volpi della politica e debuttanti di buona volontà che nel proliferare delle liste stentano a trovare visibilità. L?uomo da battere, anzi la donna, è la «Signora provincia» Ombretta Colli. Lei fa poca campagna elettorale: «Continuo con i miei impegni istituzionali e a lavorare». Detto questo, fuoco alle polveri: e via con una bordata contro Filippo Penati, l?antagonista del centrosinistra. La Quercia parla di «un?altra Milano»? A Ombretta Colli «questa “altra Milano“ fa sorridere: è quella dei cento comitati contro tutto. Nei comuni da loro amministrati hanno paralizzato per anni le grandi opere. Disobbedienti e falsi ambientalisti hanno bloccato le nuove metropolitane, le nuove tangenziali, la Brebemi, i parcheggi». Filippo Penati ironizza: «Meno male che non fa campagna elettorale. Comunque, i risultati del buon governo del centrosinistra sono testimoniati dal consenso nelle due ultime tornate elettorali, che hanno guadagnato alla coalizione Monza, Vimodrone e Buccinasco». Periferie, traffico e carovita i temi centrali della campagna.
Il terzo incomodo – ma nel ruolo si trova bene – Massimo Zanello, assessore regionale autosospeso, e competitor per un Carroccio che ha scelto la corsa contro tutti. Ieri, maxi festa per la neonata provincia di Monza: «In piazza c?erano migliaia di persone. Una vittoria storica di Umberto Bossi e della Lega ignorata dal centrosinistra e dalle altre forze politiche». Altro grande outsider è Bobo Craxi. All?inizio, a candidarsi non pensava. Poi, i vecchi compagni lo hanno convinto: «È giusto che il nome Craxi torni su Milano». Gli Umanisti, da vent?anni attenti alla qualità della vita nei quartieri, puntano su una loro militante storica, la giornalista Franca Banti: «Siamo l?alternativa a una sinistra sempre più opaca, edizione edulcorata del liberismo selvaggio della destra». Debutto assoluto per Marcello Costa Angeli, playmaker della lista «Insieme per Milano»: è composta tutta da medici, espressione del sindacato di categoria Snami. Roberto Bernardelli la politica ce l?ha nel sangue: tra i fondatori del partito pensionati, è approdato alla Lega prima di correre in proprio grazie all?intuizione della lista No Euro. I Pensionati doc puntano invece sul volto gentile del consigliere regionale Elisabetta Fatuzzo. Gabriele Pagliuzzi, sostenuto anche dal Patto Segni-Scognamiglio, di suo è liberale d?antico pelo: i suoi «liberali per l?Italia» raccolgono l?eredità del Pli.
Altro volto noto, Piergiorgio Sirtori. Ha ricoperto innumerevoli incarichi istituzionali e nei partiti (parecchi) che ha cambiato. Oggi punta su pacifismo e ambientalismo. Ben conosciuto anche Marco Donzelli, l?avvocato lanciato nella competizione elettorale dal Codacons, l?associazione consumatori che volle farsi partito. Per concludere, c?è il «dottore nero». Sergio Gozzoli, figura storica della destra che non teme la parola «fascismo» corre per Alternativa sociale. Finalmente, può portare voti a Mussolini: Alessandra.

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