4 Giugno 2004

«Niente rimpalli tra 112 e 113»

«Niente rimpalli tra 112 e 113»

EMERGENZA SICUREZZA I vertici di polizia e carabinieri assicurano ai cittadini: il piano di coordinamento funziona

Ma il sindacato avverte: servono più uomini e mezzi



Un impegno con i cittadini. Concordemente riaffermato dal questore Oscar Fioriolli e dal comandante provinciale dei carabinieri Mariano Mossa. «Non deve capitare che chi chiama i numeri d`emergenza, il 112 o il 113, si senta rispondere di telefonare all`altro». E` la prima assicurazione, dopo il dossier raccolto dal Secolo XIX e pubblicato nell`edizione di ieri. Una raccolta di testimonianze di chi ha chiesto l`intervento delle forze dell`ordine e si è trovato ad affrontare rimpalli di responsabilità, numeri che suonano e vuoto e anche qualche scortesia.
Ma non sono problemi, spiegano i responsabili della sicurezza in città, che dipendono dal piano di coordinamento tra polizia e carabinieri, decollato poco meno di un anno fa. E` il piano che prevede la divisione dell`area metropolitana in zone e settori, controllate a giorni alterni dagli agenti della questura e dai militari dell`Arma. Il piano prevedeva, infatti, che la trasmissione della comunicazione dalla centrale dei carabinieri alla questura e viceversa sia automatica e immediata.
E` un sistema che implica, comunque, un allungamento dei tempi. E chi chiama quei numeri d`emergenza a tre cifre è una persona, solitamente, in stato di agitazione. Una persona non sempre lucida, spesso spaventata. Un cittadino che si aspetta una risposta sollecita, senza rimanere imprigionato in un passaggio di consegne burocratico.
Carabinieri e polizia ribadiscono: l`indicazione agli operatori che rispondono al telefono è quella di accelerare al massimo i tempi: «Bisogna però anche tener conto dell`aspetto psicologico della situazione e a volte impiegare qualche attimo in più, per tranquillizzare l`interlocutore, che per la concitazione a volte non riesce a spiegare con chiarezza le sue esigenze». L`impegno del questore e del comandante dell`Arma: «Se ci sono difficoltà, soprattutto tecniche, le affronteremo e risolveremo».
Ma nella polemica intervengono anche i sindacati di polizia. Aldo Tarascio è lo “storico“ segretario del Silp: «Il problema nasce dal fatto che questo non è un vero sistema di coordinamento, ma solo una suddivisione burocratica del territorio e così viene percepita». Insiste Tarascio: «La soluzione ai problemi, la soluzione vera, che non sia solo una ribalta mediatica, sta nell`aumentare le forze e i mezzi a disposizione. E reinvestire nella politica dei commissariati, che invece sono stati depauperati. Sono gli unici presidi in grado di garantire la sicurezza sul territorio».

E giunge anche la voce dei consumatori, attraverso un intervento del Codacons. Parla il presidente Carlo Rienzi: «I cittadini non possono essere in nessun caso privati di un servizio fondamentale come l`assistenza delle forze dell`ordine. Nemmeno per banali problemi burocratici».


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