3 Giugno 2004

«Stop alle esercitazioni o invaderemo il poligono»



Basterà un altro colpo di cannone, e invaderanno il poligono militare più grande d?Europa. In pantaloncini e t-shirt non esiteranno ad abbandonare ombrelloni e sdraio per impugnare cartelli e striscioni. I tre proiettili caduti martedì a pochi metri dalla riva hanno lasciato il segno. Non sono esplosi perché «inerti», in compenso le polemiche non hanno tardato a scoppiare. Sindaci, operatori turistici e bagnanti vogliono più garanzie, chiedono sicurezza e pretendono le scuse dai militari «per un episodio gravissimo che non può essere liquidato come un semplice errore».
Nel quartier generale degli stabilimenti balneari di Porto Pino, mimetizzato tra pini d?Aleppo e dune di sabbia, si studiano le strategie migliori per evitare che altre cannonate piovano sul paradiso delle vacanze del Basso Sulcis. «Siamo pronti a entrare nell?area interdetta, non appena dovessero riprendere le esercitazioni al confine con le spiagge di Porto Pino», assicura Renzo Argiolas, presidente di un consorzio che raccoglie una decina di stabilimenti balneari dalla Prima alla Seconda spiaggia. Proprio quest?ultima è stata lo scenario di una guerra troppo reale per essere simulata. All?ombra del suo chiosco, Argiolas fa fatica a dimenticare i sibili e le colonne d?acqua sollevate dai tre proiettili sparati dai cannoni da 105 millimetri dei Centauro, i carri blindati del diciannovesimo Reggimento Cavalleggeri Guide della brigata Garibaldi, in esercitazione nel poligono di Capo Teulada. «Dopo la paura – spiega – è subentrata la preoccupazione. Alcuni turisti si sono lamentati per l?episodio e non vorremmo che questo incidesse sulla stagione balneare».
A nulla sono valse le rassicurazioni provenienti del Comando militare della Sardegna che, pur ammettendo l?accaduto e (ma «nessun danno a cose e persone»), ha parlato di «un?errata individuazione del bersaglio predisposto oppure di un evento accidentale di tipo balistico come il rimbalzo anomalo di alcuni proiettili sulla superficie d?impatto».
Se il grave incidente e la versione ufficiale del Comando militare regionale hanno scatenato le reazioni di Ermete Realacci, esponente della Margherita, e del Codacons, che ha chiesto alla Procura militare di Cagliari l?apertura di un?indagine, un po? di amaro in bocca è rimasto anche ai sindaci di Sant?Anna Arresi e Teulada, i Comuni che convivono con l?ingombrante inquilino con le stellette. «Ci aspettavamo delle risposte ufficiali, delle scuse addirittura – spiegano Paolo Dessì e Tore Mocci – e invece ci troviamo a commentare un episodio gravissimo che le autorità militari tendono a minimizzare. Inerti o meno, i proiettili caduti a pochi metri da bagnanti e operai potevano provocare una tragedia. Ci attiveremo perché, in occasione della prossima riunione del Comitato paritetico, venga affrontato il problema delle esercitazioni militari a ridosso delle località balneari nel periodo estivo. Nessuna polemica, sia chiaro, ma solo l?esigenza di garantire più sicurezza agli operatori e ai bagnanti che affollano le spiagge». Anche perché la stagione estiva è alle porte e a Porto Pino si aspettano di vedere brillare il sole alto in cielo. Non i proiettili, seppure «inerti» o «da esercitazione», provenienti dalla base militare di Capo Teulada.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this