2 Giugno 2004

Candeggina nella minerale, paura per un bimbo di Palermo

Torna l`incubo acquabomber

Ore drammatiche prima che i medici sciogliessero la prognosi. Sequestrata la bottiglietta acquistata in un supermercato

Candeggina nella minerale, paura per un bimbo di Palermo



Palermo L`incubo di “acquabomber“ semina il terrore in una tranquilla famigliola di Palermo. Per dodici ore si è temuto per la vita di Emanuel, un bimbo di 20 mesi che ha bevuto acqua con la candeggina o un`altra sostanza tossica.
Ora che è fuori pericolo, il padre impreca contro il criminale che ha avvelenato la bottiglia: esattamente come, sempre a Palermo, aveva fatto qualche mese fa altre due volte. In un caso un giovane di 34 anni era finito in coma dopo aver bevuto un succo di frutta contaminato da un potente diserbante. Nell`altro una ragazza di era sentita male dopo avere consumato un succo di frutta con il detersivo.
Sembravano storie passate. Invece la psicosi del maniaco si è ripresentata ieri mattina. Emanuel era ricoverato nella clinica “Casa del Sole“ per un sospetto acetone: accertamenti di routine disposti dopo un rigurgito. A un certo punto il piccolo ha chiesto da bere. La madre aveva appena comprato nel supermercato sotto casa una confezione di bottiglie d`acqua con il beccuccio che consente di bere più facilmente. Ma appena il bimbo ha preso il primo sorso è scoppiato a urlare per il dolore e a rimettere l`acqua che aveva ingerito. La madre è stata colta dal panico. Pensava a un nuovo attacco di acetone. Ma quando ha tolto il tappo dalla bottiglia ha subito avvertito un forte odore. Più tardi si troveranno tracce di ipoclorito di sodio. La scoperta ha allarmato i medici che hanno deciso di trasferire il piccolo da un ospedale all`altro per accertare se l`acqua contaminata avesse prodotto gravi danni.
Non è così, per fortuna. Se Emanuel è ancora vivo lo deve al fatto che non è riuscito a ingerire molta acqua. Aveva un sapore nauseante e poi la reazione istintiva lo ha indotto a staccarsi immediatamente dal beccuccio. Così quando è arrivato nel reparto di chirurgia pediatrica dell`ospedale “Enrico Albanese“ era, spiega il direttore Luigi Aprea, in «condizioni discrete». Gli esami ematochimici risultavano nella norma e non aveva perso conoscenza. Un esame endoscopico compiuto dopo alcune ore dall`ingestione ha rilevato un`assenza di lesioni alla mucosa. Insomma: pericolo scampato. E infatti in serata Emanuel è stato dimesso.
«Possiamo dire di avere vissuto un incubo terribile. Ora siamo finalmente tranquilli» dice il papà del piccolo, Santino Randazzo, agente di commercio. Ma ieri mattina imprecava contro il maniaco che aveva avvelenato l`acqua. Una cura antibiotica smaltirà gli ultimi residui di apprensione. Emanuel peròè molto spaventato. «E certo, abbiamo vissuto momenti terribili», racconta il padre.
Ora il caso è nelle mani del Nas dei carabinieri che hanno sequestrato l`intera confezione di acqua di una delle marche più note. Il laboratorio di igiene e profilassi è stato incaricato di compiere gli esami scientifici. Un esame superficiale della bottiglia avrebbe intanto rivelato che il tappo è stato manomesso. Anche stavolta sarebbe stata usata la siringa per iniettare la sostanza tossica. L`inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Ambrogio Cartosio. È lo stesso magistrato che sta seguendo gli altri due episodi attribuiti ad “acquabomber“. Segno che anche la Procura segue la traccia più evidente di un collegamento.
La caccia al maniaco criminale è ripresa. Ma con pochi elementi in mano. La polizia ha interrogato il titolare del supermercato che non ha saputo fornire alcun indizio utile. Del resto anche negli altri casi si brancola nel buio. Tornato l`incubo, riprendono i controlli. Il Codacons chiede che siano compiuti in tutti i supermercati e in tutti gli esercizi di generi alimentari di Palermo e della Sicilia occidentale.


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