2 Giugno 2004

Palermo, torna l`incubo acquabomber

Palermo, torna l`incubo acquabomber


Candeggina in una bottiglia bevuta da un bimbo di 20 mesi. Il piccolo, che ha sputato subito il liquido, è fuori pericolo



Palermo. Un bimbo di 20 mesi ha rischiato di morire perchè una mente malata ha versato della candeggina in una confezione di acqua minerale. La bottiglietta da mezzo litro si trovava esposta sugli scaffali di un ipermercato del quartiere ?Calatafimi? alla periferia di Palermo. Emmanuel, questo il nome dal bimbo, ha rischiato di morire dopo avere ingerito l`acqua contenente la candeggina. Ieri sera, dopo alcune ore di ricovero all`ospedale «Enrico Albanese», è stato dimesso.
Secondo la ricostruzione della polizia i genitori del piccolo, lunedì pomeriggio, avevano acquistato la confezione di acqua in un ipermercato e l`hanno data al bimbo che ha immediatamente accusato dei dolori allo stomaco. Dalla «Casa del Sole», dove si trovava ricoverato per un sospetto caso di acetone, il piccolo è stato successivamente trasferito all`«Albanese» per accertamenti addominali. Ieri mattina i medici lo hanno dichiarato «fuori pericolo». La confezione di acqua minerale è stata sequestrata dalla polizia che l`ha consegnata al Laboratorio di Igiene e profilassi per l`esame scientifico. Nella bottiglia sarebbe stata versata della candeggina.
«Anche i poliziotti che si sono occupati del sequestro – ha raccontato il padre di Emanuele, Santo Randazzo – hanno avvertito una fortissima puzza quando hanno annusato l`acqua. Chi fa queste cose è soltanto un criminale». E` stato accertato che il tappo della bottiglia era stato manomesso. L`inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Ambrogio Cartosio, che è lo stesso magistrato che si sta occupando dei due casi avvenuti lo scorso aprile: nel primo si è trattato di un vero e proprio tentativo di omicidio in quanto in una confezione di succo di frutta qualcuno ha versato un potente diserbante chimico che per puro caso non ha ucciso Umberto Di Pietraganzile; il secondo caso è avvenuto a Capaci dove una ragazza, Maria, di 17 anni, ha bevuto un succo che conteneva detersivo.
Secondo il direttore dell`Unità operativa di Chirurgia pediatrica dell`ospedale «Enrico Albanese», Luigi Aprea, il piccolo è stato sottoposto a tutte le cure del caso. «Al momento del ricovero il piccolo – era scritto in un bollettino medico – si presentava in condizioni generali discrete, dal momento che gli esami ematochimici risultavano nella norma e non aveva perso conoscenza. Immediatamente sono state praticate le cure del caso e, come da protocollo, dopo la possibile ingestione, è stato sottoposto ad esame endoscopico che ha evidenziato assenza di lesioni maggiori della mucosa». Intanto l`indagine sull`avvelenamento è passato ai carabinieri del Nas. La bottiglia `incriminata?, quella con il beccuccio, è di un`azienda molto conosciuta ed è presente su tutto il territorio nazionale. La Procura sta indagando da alcuni mesi su altri due casi di `acqua bomber`. Le analisi sulla confezione saranno effettuate dal laboratorio di Igiene e profilassi e i risultati si conosceranno domani. Ieri pomeriggio i carabinieri del nucleo antisofisticazioni hanno ascoltato il titolare dell`ipermercato dove è stata acquistata la bottiglia di acqua minerale.
«Abbiamo acquistato la bottiglia d`acqua avvelenata al solito supermercato, quello in cui ci riforniamo da tanto tempo – ha detto il papà di Emmanuel, che è agente di commercio – quando mio figlio ha bevuto due sorsi si è subito sentito male ed ha vomitato l`acqua che aveva ingerito. A quel punto abbiamo annusato la bottiglia ed ho notato che c`era un cattivo odore. Mio figlio si è subito sentito male abbiamo chiamato la polizia e denunciato il fatto. Meno male che Emmanuel Ha sorseggiato una dose minima di acqua contaminata. Adesso speriamo che possa riprendersi completamente. Siamo finalmente tranquilli. I medici gli hanno prescritto una cura antibiotica per i prossimi giorni ma le sue condizioni sono nettamente migliorate. Psicologicamente, però Emanuele è spaventatissimo, ha vissuto momenti terribili».
Sull`episodio si avanzano diverse ipotesi. Una di queste vorrebbe che qualcuno, utilizzando una siringa, abbia mescolato la candeggina all`acqua minerale. A Palermo è ritornata purtroppo la psicosi del maniaco, che è stato subito ?battezzato? «Acquabomber», una paura esplosa dopo la vicenda del succo di frutta e alimentata da analoghi episodi di contaminazione di acque minerali verificati nei mesi scorsi in diverse località del Nord Italia. Il Codacons «onde evitare il ripetersi di simili fatti, chiede ai Nas di effettuare una verifica sulle confezioni di acqua minerale vendute nella città siciliana e nella provincia di Palermo», per accertare la manomissione di altre bottiglie ed evitare allarmi tra i consumatori. Il Codacons inoltre invita i «rivenditori a vendere le confezioni di acqua minerale rovesciate. E di «denunciare alle ogni sospetto».

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