La rivolta dei «piccoli partiti»: hanno paura di noi
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO – Prima di Berlusconi l?aveva detto D?Alema. Alla Convention della Lista Prodi il presidente ds aveva citato la vicina di casa: «L?ho incontrata l?altro giorno e mi ha detto che è stufa di questi aumenti di prezzi: “Tutta colpa di Berlusconi, voterò per i consumatori“». «Ecco, non vorrei che anche i pensionati facessero lo stesso – aveva aggiunto preoccupato D?Alema – e così si disperdano voti». L?appello a non votare i piccoli partiti, dunque, è bipartisan. Ora D?Alema stigmatizza l?avversario che «non rispetta gli alleati». Ma anche dalla sua parte non l?hanno presa per nulla bene, tanto che Occhetto (in lista con Di Pietro ), riferendosi alle parole del presidente ds parla di «squallida manovra elettorale». Le prime a sentirsi chiamate in causa dalla frase di Berlusconi sono state le formazioni «minori» della Casa delle Libertà. Ma dopo la correzione di rotta seguita alla polemica, ora sono in molti ad autodichiararsi vittime di un attacco elettorale. E? il caso di Giorgio La Malfa , che con Sgarbi si presenta nel Partito della Bellezza: «Temo proprio che ce l?avesse con noi». O di Alessandra Mussolini , di Alternativa sociale: «Un attacco mirato contro di noi, è chiaro. Cicchitto ha parlato espressamente di “nuove formazioni di destra“». Neanche a dirlo anche Mario Segni , del Patto-Liberaldemocratici, si sente sotto accusa: «Berlusconi ha paura: ha visto i sondaggi che danno i suoi elettori in fuga verso di noi». Se invece, come dice Occhetto, si riferiva ai piccoli partiti del centrosinistra, paradossalmente «in questo modo, di fatto, appoggia il Triciclo».
Chiunque fosse l?obiettivo, è ormai guerra aperta. C?è chi, come Bobo Craxi (Nuovo Psi), parla di «caduta di stile antidemocratica» e chi, come Emma Bonino , di «nervosismo preelettorale». Ma votare per un piccolo partito, magari fuori dai due Poli, significa disperdere il voto? «Niente affatto – sostiene Monica Frassoni , europarlamentare dei Verdi -. A Strasburgo siamo stati l?ago della bilancia, spesso determinante, su temi come la riforma della politica agricola comune, gli Ogm o la politica estera». Se il Codacons punta a una lobby trasversale dei consumatori in Europa, La Malfa pensa che gli elettori siano stufi «di due grandi blocchi che non fanno altro che litigare e offrire posizioni politiche confuse. Basti guardare la giravolta fiscale di Berlusconi o il balletto sull?Onu della Lista Prodi. La gente è stanca e cerca vie alternative». «I grandi partiti – spiega la Mussolini, che parla di «turbativa elettorale» e chiede l?intervento di Ciampi – sono ingessati da correnti, gerarchie, burocrazie. Sono società per azioni che si autoalimentano, mentre noi, indipendenti da poltrone e alleanze, siamo scomodi».
Il partito Pensionati sottolinea «le massicce assenze dei parlamentari dei grandi partiti e il record di presenze in aula dell?unico nostro rappresentante a Strasburgo, Carlo Fatuzzo ». Segni conclude con un aneddoto: «Churchill raccontò nelle sue memorie di un incontro, alla fine della guerra, con Stalin. Questi gli disse: “Ci rivediamo l`anno prossimo“. Churchill replicò: “Sì, ma soltanto se vinco le elezioni“. E Stalin: “Hai visto che avevo ragione io? Con il partito unico non avresti questi problemi“».
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