RAGAZZA ROM ESPULSA DA SCUOLA: MEDIAZIONE PER RIAMMISSIONE
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fonte:
- Ansa
SUGGERITA LETTERA SCUSE, MA PADRE CONTRARIO
(ANSA) – ANCONA, 28 MAG – “Le scuse ce le devono fare loro a noi“: così Antonio, il padre della ragazzina Rom di 15 anni, espulsa, secondo i legali della famiglia, da un corso Eda (di educazione per adulti, rivolto a sole donne) dopo un diverbio con la professoressa d` italiano che le aveva rimproverato – in sede d` esame – di essere vestita in modo inappropriato, commenta la proposta ricevuta per ottenere la riammissione della figlia. Elisa (il nome è di fantasia, come quello degli altri familiari) aveva apostrofato l` insegnante di italiano mandandola a quel paese, dopo che questa aveva avuto da ridire sul suo vestito (una gonna lunga e una canottiera che formavano in pratica un vestito) affrontandola con una battuta del tipo: “Non siamo mica in spiaggia!“. Secondo la versione della famiglia Rom – che abita a Falconara – la ragazzina sarebbe stata cacciata dall` aula e allontanata dallo stesso edificio dell` istituto che ospitava gli esami. Secondo le istituzioni scolastiche interessate, Elisa si sarebbe invece allontanata da sola. Dalla vicenda è scaturita una serie di denunce di cui, però, ancora non si conosce l` esito: la mamma della quindicenne sarebbe stata denunciata per interruzione di pubblico servizio e minacce, per il comportamento tenuto nel momento in cui è andata a riprendere la figlia (e che aveva determinato l` intervento dei carabinieri), mentre i legali della famiglia Rom hanno predisposto una denuncia – che non è stata ancora formalizzata in attesa di sapere se effettivamente le altre procedono – per abbandono di minore ed eventuali altri reati. A perdere l` opportunità di conseguire la licenza media é stata anche la sorella più grande di Elisa, Vittoria, ritrovatasi suo malgrado coinvolta. Mentre si cerca di capire quale sia l` effettivo strascico giudiziario e amministrativo dell` episodio, l` insegnante che avrebbe rimproverato la ragazza e l` assessore comunale di Falconara Susanna Cimarelli (che in questa veste si è occupata del corso per le ragazze Rom e altre donne, extracomunitarie e non, che hanno perduto anni scolastici) hanno proposto alla famiglia, attraverso una mediatrice culturale, di inviare una lettera di scuse, firmata dalle due sorelle, e chiedere nel contempo la riammissione di entrambe al corso. Un` ipotesi che non trova d` accordo né il padre delle ragazze né i suoi legali, gli avvocati Francesco Nucera ed Eleonora Tagliabue. “E` fuori luogo – risponde decisa quest` ultima – perché sarebbe l` ammissione implicita di una responsabilità che non sussiste“. Antonio, intanto, sta valutando l` opportunità di iscrivere le figlie alla scuola statale, nonostante la cultura Rom non veda di buon occhio la promiscuità nelle classi, uno dei motivi che aveva indotto il Comune di Falconara, anche su imput della comunità gitana, a creare il corso. Sulla storia di Elisa è intervenuto oggi il Codacons: “Il gesto dell` insegnante che avrebbe rimproverato la ragazzina è altamente diseducativo – commenta il presidente Carlo Rienzi – in quanto non c` è niente di osceno o di inopportuno in una canottiera e in una gonna lunga, soprattutto se indossati da una ragazzina. Non può esserci malizia nell` abbigliamento di una bambina mentre ce n` è fin troppa negli occhi degli adulti“. Il Codacons chiede la sospensione dell` insegnante protagonista della vicenda, “qualora vengano accertate – afferma l` associazione – precise responsabilità nella negazione dell` esame“.
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Tags: Carlo Rienzi, esame, insegnante
