Il caro petrolio spinge l?inflazione europea
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fonte:
- La Stampa
L?inflazione nell?area dell?euro, a maggio, dovrebbe salire al 2,5% e, sulla base a queste stime-flash diffuse da Eurostat, il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, non nasconde la sua soddisfazione per il dato italiano, confermato dall?Istat al 2,3%. «Abbiamo esercitato la nostra moral suasion per contenere i prezzi – dice il ministro – e dopo i guai provocati dall`euro siamo riusciti a far ritornare l`inflazione sotto controllo. Ora prevedo che diminuirà».
A Marzano fa eco il viceministro con delega al Commercio estero, Adolfo Urso, che sottolinea: «Per la prima volta l`Italia segna una crescita dell`inflazione inferiore alla media europea, dobbiamo impegnarci per portarla sotto il 2%, ma comunque siamo finalmente sulla strada giusta». Ma i consumatori sono tutt?altro che convinti e rilanciano la polemica sull?attendibilità dell?andamento del carovita in Italia, anche ricorrendo alla Magistratura.
Sotto accusa per la corsa dell?inflazione europea, di mezzo punto superiore alla soglia di riferimento fissata dalla Bce per la politica monetaria che regola l`andamento dei tassi, c?è il prezzo del petrolio, ma tanto la Commissione europea che la Banca centrale hanno reagito senza allarme: «Da oltre un anno il prezzo del petrolio era in ribasso. Non è quindi sorprendente che ci sia una fase di aumento e non bisogna preoccuparsi troppo», ha detto Jonathan Todd, portavoce dell`esecutivo Ue, sottolineando che al dato calcolato su di un solo mese non va attribuito un peso eccessivo e che non è il caso di fare valutazioni affrettate. In conclusione la Commissione, almeno per il momento, non modifica le previsioni di un`inflazione in calo nel secondo semestre del 2004 e di un tasso annuo all`1,8%. Anche la Bce non si scompone: «Non saremmo sorpresi da un`inflazione più elevata nel breve termine», ha commentato Klaus Liebscher membro del Consiglio direttivo, ricordando che lo stesso presidente, Jean-Claude Trichet, si era recentemente già espresso in questo senso.
Le Borse, però, non hanno reagito con altrettanta calma e, complice anche una serie di dati macroeconomici contrastanti provenienti da Oltreoceano, hanno chiuso in territorio negativo: Londra ha perso lo 0,51%, Parigi è arretrata dello 0,74%, Francoforte dello 0,27, Milano è scesa dello 0,13%, Madrid dello -0,17 e Amsterdam dello 0,36%. Maglia nera Zurigo con -1,38%. Unica eccezione positiva Stoccolma che, in controtendenza con le altre piazze, ha guadagnato lo 0,32%. A Wall Street i dati sulla fiducia dei consumatori in maggio, inferiore alle attese, e l`indice Pmi di Chicago, che ha invece superato le stime degli analisti, hanno invece spiazzato i listini, appesantiti anche dalla flessione di alcune blue chip, come Boeing, che ha perso l`1,19% dopo essersi vista congelare dal Pentagono una maxicommessa da 23 miliardi di dollari. La chiusura delle contrattazioni era contrastata, con il Dow Jones a -0,16% e il Nasdaq a +0,11%.
Tornando all?andamento dei prezzi se la stima-flash di Eurostat troverà conferma nel dato definitivo, che sarà noto il 16 giugno, il tasso annuo di inflazione a maggio risalirà ai livelli del marzo 2002. Intanto, fra i dati nazionali già diffusi, spicca quello sull`inflazione spagnola, salita al 3,4%, ossia al picco più alto degli ultimi 14 mesi. In Germania, invece, il carovita di maggio si è attestato al 2,1%, con un aumento dello 0,3% su aprile.
Per quanto riguarda l?Italia l?Istat ha sottoscritto, pur riservandosi la valutazione finale il 15 giugno, che l`inflazione è rimasta ferma per il quarto mese consecutivo al 2,3%. Dato contestato con forza dalle associazioni consumatori: «Le cifre Istat sono completamente sballate» commenta il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti. E il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, Torino, Palermo ad altre città campione perchè venga accertato se le rilevazioni comunali sui prezzi di maggio siano state effettuate seguendo tutti i criteri fissati dall`istituto di statistica.
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