Inflazione ferma al 2,3%
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Bari al 2,0%. Crescono le retribuzioni (+2,8%)
ROMA. Inflazione ferma al 2,3% a Maggio, secondo i dati sui prezzi resi noti ieri dalle tredici città campione. I redditi crescono più dell` inflazione, secondo l` Istat, +2,8% rispetto ad aprile 2003 e +0,2% rispetto a marzo 2004.
Buone notizie, quindi, per le tasche degli italiani, ma per i dati sui prezzi si attende una prima conferma da parte dell`Istat, che dovrebbe pronunciarsi già oggi, ma bisognerà attendere il 15 giugno per un dato più certo. L`andamento dei prezzi però, secondo gli esperti, registrerà una nuova impennata, a raggiungere il 2,5% nei mesi estivi, per attestarsi a fine anno intorno al 2,3%.
Il caro – benzina non ha influito in maniera decisiva, quindi, sui portafogli degli italiani. Tirano un profondo sospiro di sollievo gli esperti del settore che avevano sopravvalutato l` effetto del rincaro del greggio, anche se, avverte Giada Giani di Banca Intesa, sarebbe più prudente attendere prima di esultare, dato che «le rilevazioni si riferiscono alla metà del mese, ma i prezzi della benzina hanno continuato a crescere anche dopo».
A contenere l` inflazione ha contribuito una flessione dei prezzi nel settore degli alimentari, della comunicazione e del tempo libero. Anche i trasporti aerei costano meno, fino al 4,2% di risparmio per i voli nazionali. In particolare, il settore degli alimentari ha beneficiato di una migliore fase climatica, l`anno scorso, infatti, gli alimentari facevano registrare incrementi per timore di gelate e siccità.
Le tredici città campione hanno subito un rialzo medio dei prezzi dello 0,2% su base mensile, con Perugia in testa (+0,4%), mentre Ancona risulta la più virtuosa e mantiene i prezzi invariati. Bari fa registrare un rialzo di poco superiore rispetto alla media nazionale, +0,3%, l`inflazione nel capoluogo pugliese è del 2,0% annuo. I dati dei prezzi su Bari dicono che il prodotto che a maggio ha fatto registrare il maggior aumento è il gasolio per abitazione (+8,2%), mentre in leggero rialzo, intorno allo 0,3%, gli alimentari e le bevande.
Nonostante il cauto ottimismo degli esperti e del governo, le associazioni dei consumatori lanciano un allarme. L`Intesa dei consumatori pretende che l`Istat, «che sta perdendo autorevolezza e credibilità», prenda in considerazione «una profonda revisione dei criteri di rilevazione dei prezzi e panieri differenziati per tipologie di redditi e per aree geografiche», altrimenti non resta, secondo l` associazione, che credere alle favole dell` Istat e degli italiani più ricchi.
Anche il Codacons non è convinto dei dati espressi, tanto da chiedere una verifica.
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