25 Maggio 2004

Provinciali, sfida sulla Pontebbana

Provinciali, sfida sulla Pontebbana

L`arteria più importante ha il record negativo di incidenti: uno ogni sette chilometri e mezzo



Pontebbana, che disastro. Basta un dato per rendersene conto: il tratto Sacile – Casarsa, in tutto una trentina di chilometri, quando va bene si percorre in 45 minuti. E le cose vanno ancora peggio quando il traffico arriva al culmine. Ma non è l`unico problema, ce n`è un altro decisamente più grave: la sicurezza. Una indagine colloca la Pontebbana tra le tre strade più pericolose d`Italia con una media di un incidente ogni 7.5 chilometri.Elio De Anna, presidente uscente e ricandidato con il Polo delle Libertà ha già predisposto un progetto di riordino che attualmente è al Cipe per il finanziamento. Si tratta di complessivamente di 200 milioni di eurom, 120 dei quali previsti per il tratto extraurbano. L`idea del presidente è di mettere in sicurezza la strada con corsie dedicate al traffico di scorrimento e altre per quello locale. Il progetto prevede inoltre nei punti più difficoltosi per la viabilità dei tunnel in modo da evitare gli attraversamenti a raso. «Resta il fatto – ha spiegato direttammente De Anna – che i lavori di sistemazione del ponte sul Meduna una volta terminati risolveranno una parte dei problemi». Non è sulla stessa lunghezza d`ondaSergio Zaiasostenuto dall` Ulivo allargato. «I 200 milioni di euro previsti dal piano non arriveranno mai con il rischio che la Pontebbana continui ad essere un ostacolo per tutti. Senza contare poi che quel progetto è parziale, fatto a stralci e non prende in considerazione la viabilità complessiva. Noi non vogliamo una Pontebbana a sei corsie, ma riteniamo sia necessario capire prima di tutto che tipo di strada si voglia fare. Sarà fondamentale risolvere i punti neri di quell`arteria, ma la Statale 13 deve per forza essere inserita nella rete viaria della provincia».
Michelangelo Agrusti, Rinascita Pordenonese. «Appare del tutto evidente che il piano della Pontebbana è sovradimensionato sia per quanto riguarda le soluzioni proposte, sia per le risorse. Si deve lavorare su altre ipotesi sensate e sostenibili. Da un lato avviare con decisione gli studi di fattibilità sul progetto della metropolitana di superficie che da sola potrebbe spostare nell`arco di un decennio almeno 5 milioni di persone dal trasporto su gomma a quello su rotaia, dall`altro è necessario il completamento della Sequals – Gemona e la realizzazione del raccordo tra il ponte sul Tagliamento e l`A-28. Queste opere sono tali da consentire interventi non sostanziali sulla Pontebbana e soprattutto alla nostra portata. Nessuna mega galleria sotto i paesi».

Edouard Ballaman, Lega Nord. «La bacchetta magica non esiste. Esiste invece un piano che questa amministrazione ha già avviato e c`è la necessità di portare a compimento l`A-28 che da sola potrebbe risolvere una parte del problema. Il progetto esistente va rivisto evitando il grande impatto, ma soprattutto è necessario spingere per i finanziamenti. Se ci fosse la Provincia Autonoma i problemi sarebbero minori».

Vitto Claut, lista Consumatori Codacons. «La Pontebbana è forse il problema viario più impattante per questa provincia reso ancora più complicato dal fatto che l`arteria è sotto la competenza dell`Anas. Il progetto attuato dall`amministrazione provinciale mi pare distante dal poter essere messo in pratica. Ritengo allora che in attesa dei finanziamenti per affrontare la questione in maniera concreta, sia necessario individuare una viabilità alternativa che consenta di sgravare l`attuale traffico».

Alessandro Gilleri, socialisti uniti per Pordenone. «La Statale 13, ma più in generale la situazione delle infrastrutture nella Destra Tagliamento sono questioni da affrontare vigorosamente. Per la Pontebbana esiste un piano di intervento che va supportato su tutti i fronti, anche se una volta ottenuti i finanziamenti dovrà essere rivisto nel dettaglio con il coinvolgimento dei nove comuni interessati dalla percorrenza della strada».

Mario Puiatti, Convergenza per Puiatti. «Prima di pensare a strade nuove è necessario concentrarsi sulla viabilità esistente e la Pontebbana è un asse viario fondamentale. Sono due le strategie fondamentali: la prima è quella di potenziare il traffico ferroviario della Treviso – Pordenone con treni locali che oltre alle merci possano trasportare anche le persone. Insomma, quella che oggi viene chiamata la metropolitana di superficie. Il secondo approccio è quello di decongestionare dal traffico i punti neri della Statale 13 evitando gli attraversamenti a raso e i semafori. In quest`ottica si possono prevedere dei tratti in trincea: sotto il traffico di scorrimento, sopra i collegamenti locali».



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