22 Maggio 2004

Gli autocarri tra i maggiori responsabili dell?aumento dello smog








I VEICOLI commerciali inquinano più delle auto, ma stanno in sosta vietata almeno quanto loro. Il carico e scarico merci quando è in seconda fila rallenta il traffico di mezzi pubblici e privati, ma per il solo fatto di esistere rappresenta il primo aggregato inquinante della strada. I dati cui si è appoggiata la Regione Lazio per il suo Piano di risanamento dell`aria fotografano veicoli merci e autocarri come la fonte di 380 tonnellate annue di Pm10, sei volte le polveri sottili prodotti da due milioni di auto o due volte quelle emesse da 700 mila moto e ciclomotori. I 153 mila veicoli merci immatricolati a Roma, in compagnia di quelli provenienti dall`esterno, sono così i maggiori responsabili dell`incremento delle polveri sottili: ognuno di essi inquina circa 10 volte più di un`auto, anche perché genera più potenza e circola quasi senza sosta. Guardando all`inquinamento nel complesso il traffico commerciale incide per circa il 50 per cento sui veleni che respiriamo. Eppure la Capitale, rispetto alle altre città d`Italia, ha cercato di arginare il problema armandosi di tutte le risorse disponibili. Dal gennaio 2003 l`Anello Ferroviario, i 48 chilometri quadrati più centrali di Roma, è accessibile solo ai furgoni più moderni e il Comune è riuscito anche a mettere su una politica di incentivi pari al 10 per cento del prezzo dei nuovi mezzi che le ditte ? gioco forza – hanno dovuto acquistare. Inoltre il Campidoglio ha allontanato dal centro della città circa 570 mila auto non catalizzate che stando agli studi inquinano come 4 milioni di auto di ultima generazione (ovvero come il doppio dell`intero parco auto romano). Per quanto abbiano cercato di adeguarsi i lavoratori del settore delle consegne merci vivono tra l`incudine e il martello: sono i maggiori responsabili dell`inquinamento da polveri sottili e ? senza sufficienti aree di carico e scarico ? tra i più frequenti utilizzatori del costume della doppia fila. Il 57 per cento delle consegne si fa così, il 36 per cento delle volte direttamente a bordo strada. Una pratica che riduce l`ampiezza delle carreggiate, rallenta il traffico, aumenta il tempo di permanenza delle auto in strada e quindi le emissioni. Non è un caso che anche il documento di risanamento dell`aria presentato dall`assessore regionale all`Ambiente, Vincenzo Saraceni, osservi che «una puntuale applicazione del codice della strada può velocizzare il traffico, aumentare e la viabilità, ma soprattutto contribuire a ridurre l?inquinamento atmosferico». Secondo Saraceni questo punto è imprescindibile: «Nel piano di indirizzi strategici per il risanamento della qualità dell?aria elaborato dalla Regione, abbiamo previsto, tra le altre raccomandazioni suggerite al Comune, anche una efficace sorveglianza della circolazione e in particolare di quelle infrazioni che determinano un rallentamento del traffico, come le soste vietate e le soste in seconda fila. Ciò naturalmente per tutti i mezzi circolanti, non solo per quelli commerciali». Un livello di sorveglianza richiesto tre giorni fa anche dal Codacons che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per verificare se i vigili siano abbastanza solerti a reprimere il fenomeno della doppia fila, annunciando nel contempo l`invio di propri ispettori in strada per prendere il numero di targa (per poi denunciarlo per interruzione di pubblico servizio) di chi effettua il carico e scarico fuori dalle aree stabilite.

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