Le inadeguatezze del plesso “De Maria“
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
Lo scorso febbraio fu inviata una lettera al sindaco per avere chiarimenti
LAVORI consegnati e mai iniziati e, per ovvia conseguenza, mai portati a termine. Lavori necessari, a detta del Comitato dei genitori dei plessi “De Maria“ e “Cementificio“ del IV circolo di Vibo Marina, rispetto ai quali, però, nessuna autorità preposta sembra riuscire a dare risposte soddisfacenti. Tanto da spingere i familiari dei 250 alunni ad abbandonare l`inutile battaglia portata avanti finora a colpi di lettere e sollecitazioni verbali, e a rivolgersi al Codacons Calabria, chiamato a perorare la causa di una scuola su cui, dicono preoccupati, in un futuro poco lontano potrebbe incombere un destino non del tutto roseo. L`attenzione e la paura dei genitori sono rivolte, in particolare, verso il plesso “De Maria“, costruito nei primi anni `70 e, a quanto pare, mai terminato nonché mai seriamente ristrutturato. Un edificio a due piani, i cui mattoni a vista e le mille crepe la dicono lunga sulle reali volontà delle varie amministrazioni, che si sono susseguite alla guida della città, di creare una scuola che fosse fatta su misura per i piccoli studenti e soprattutto che non fosse foriera di pericoli per la loro incolumità. Alla “De Maria“, invece, la parola pericolo pare che sia proprio di casa, come i genitori lamentano da troppi anni e come si evincerebbe anche da una perizia, effettuata da un tecnico per conto dell`amministrazione comunale, ed allegata al voluminoso fascicolo che è stato depositato nelle mani dell`avvocato del Codacons, Francesco Di Lieto. Venti pagine, con tanto di foto esplicative, dalle quali si evince l`esistenza di parecchie irregolarità. A partire dall`inesistenza di intonaci che rendono le strutture di cemento armato prive di protezione e, dunque, immediatamente aggredibili da agenti esterni, particolarmente aggressivi a causa del fatto che l`edificio è situato nella zona marinara. “Forte è scritto ancora nella relazione è anche il degrado dovuto ad umidità di risalita capillare, che è causa del degrado dei calcestruzzi e dell`ossidazione“. Nonché, aggiunge il professionista, l`effetto “spalling“ del ferro “rilevabile per lo più alla base dei pilastri del piano terra“, anch`essi completamente a vista ed anch`essi facilmente aggredibili dagli agenti atmosferici. “E` anche da rilevare prosegue poi il documento che molto spesso il ferro a vista versa in cattive condizioni, risultando fortemente ossidato, spesso ridotto nelle dimensioni ed in alcune barre, ormai totalmente ossidate, è in atto un processo di esfoliazione delle stesse“. E se, a detta del tecnico, la struttura da un punto di vista prettamente statico non può dirsi a rischio, “da un punto di vista dinamico, invece, i danni esistenti su pilastri ed armature porebbero essere causa di pericolo, soprattutto se il fenomeno risulta più diffuso di quanto rilevato“.
Parole di fuoco, che hanno messo ulteriormente in allarme i già timorosi genitori, che conducono un`appassionata battaglia fin dal novembre 2002. A farsi promortice della crociata per salvare la scuola, in particolare, fu all`epoca la signora Lucia Quarta, madre di due alunne, che scrisse un`articolata missiva al sindaco Elio Costa ed al dirigente scolastico, sottolineando che “la struttura è visibilmente deteriorata, fatiscente, con molti mattoni rotti, con muri esterni completamente assorbiti di umidità e cin crepe evidenti“. Ancora la signora precisò che “pare non sia mai stato rilasciato un certificato di agibilità, manca l`adeguamento dell`impianto elettrico, l`edificio non è all`altezza di ospitare i portatori di handicap, non esistono porte antipanico, uscite d`emergenza, scale antincendio e l`elenco potrebbe continuare?“. Una denuncia chiarissima, dunque, che ebbe una sola parziale risposta con una nota della Prefettura che, nel dicembre 2002, comunicò che, a detta dell`amministrazione comunale, i lavori necessari erano stati aggiudicati e che la consegna degli stessi era praticamente in corso. Da allora, però, pare che nulla si sia mosso e che l`inizio degli interventi di ristrutturazione resti ancora un capitolo scritto soltanto nel libro dei sogni. A dimostrazione di ciò una nuova lettera, inviata nel febbraio 2004 e questa volta firmata oltre che dalla signora Quarta da numerosi altri genitori, con cui si chiedevano al sindaco altre notizie in merito alle opere di ristrutturazione del plesso “De Maria“. “Si chiede di conoscere è scritto nel documento le motivazioni per cui l`amministrazione ha ritenuto prioritario procedere al rifacimento del manto stradale in località Schipani e alla realizzazione del tetto di copertura dell`edificio del “De Maria“, piuttosto che alla ristrutturazione dell`ormai fatiscente edificio“.
Domanda più che legittima alla luce delle condizioni della scuola che (come dimostrano le significative immagini scattate appena qualche settimana fa) non vive certo i suoi giorni migliori. Domanda a cui anche il Codacons, investito dal Comitato dei genitori, ha chiesto risposta, inviando una serie di sollecitazioni alla Prefettura ed al Comune per conoscere lo stato di quei famosi lavori e, soprattutto, se gli stessi, che si dice siano stati consegnati da oltre un anno, avranno effettivamente un inizio. E, soprattutto, una fine prima che accada qualcosa di veramente grave.
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