21 Maggio 2004

«Mi batto anche per questi interessi»

«Mi batto anche per questi interessi» I candidati in nome della lobby




Parlamentari lobbisti. Consiglieri con la tessera. All?estero, è cosa naturale: deputati ed eletti spesso sono espressione di questa o quell?associazione di categoria, questa o quella corporazione. In modo esplicito, dichiarato, propagandato. Da noi no. Per uno strano pudore, l?essere portatori di interessi precisi e legittimi vien sussurrato a mezzavoce: chi deve sapere, sa. Gli altri, non c?è bisogno che sappiano. Chi da sempre non fa mistero di quel che è e rappresenta è Francesco Fiori (Forza Italia). Già assessore con Formigoni, di professione fa il dirigente (in aspettativa) della Confagricoltura. Un caso? Per nulla. Il responsabile della sua campagna elettorale è Augusto Bocchini: il presidente nazionale dell?associazione. «Tutti gli europarlamentari – osserva Fiori – hanno saldissime radici categoriali. Da noi non usa, nella legislatura uscente ero l?unico italiano a essere esplicitamente sostenuto da un?associazione». Se al centrodestra l?elettore preferisse il centrosinistra, nessun problema. Potrà sempre votare il bresciano Francesco Ferrari, che corre per l?Ulivo e la Coldiretti: di cui è nientemeno che presidente. L?agricoltura esprime parecchi candidati anche alle provinciali. Nulla di strano in tanta attenzione: l?euro budget è per più della metà dedicato al settore.
La più grande associazione italiana per numero d?iscritto è la Cgil. Per Bruxelles, ha un candidato che arriva diritto dalla propria prima fila: Antonio Panzeri, segretario della Camera del lavoro milanese dal 1995 al 2003 e oggi, guarda un po?, responsabile nazionale per l?Europa. Anche Panzeri non fa mistero delle sue origini: «Se mi eleggono continuerò a masticare i temi che sono stati per anni il mio pane quotidiano. Perché l?obiettivo è quello di portare in Europa la difesa dei diritti. Quelli delle persone che lavorano, certamente, e degli anziani. Ma, più in generale, è necessario dare nuova sostanza al modello sociale europeo».
E gli industriali? Ugo Poletti, il vicepresidente dei giovani di Assolombarda, corre con l?Udc. Definirlo lobbista, tuttavia, è riduttivo: Poletti è, a un tempo, un appassionato e un profondo conoscitore dell?istituzione comunitaria. Ci ha scritto sopra due libri, ma ha anche scritto un «decalogo» per la futura Costituzione che ha ricevuto gli elogi di Carlo Azeglio Ciampi. Meno legato a un singolo settore, è l?ex presidente della Camera di commercio mantovana, Antonino Zaniboni: all?interno dell?ente era espressione degli artigiani. Corre con il listone dell?Ulivo.
E, poi, c?è il lobbista doppio. Nel senso che ha due sfere di interessi espliciti e dichiarati. Mario Mauro (Fi) è il nome che scriveranno sulla scheda gli aderenti a Cielle e alla Compagnia delle opere. E per questo è temutissimo dai colleghi di partito. Ma sarà anche il preferito di parecchi insegnanti, e le scuole cattoliche certo non ne sconsiglieranno il voto: «In questa campagna, l?Europa è a un bivio, l?educazione diventa determinante. Per l?uomo, ma anche per la ripresa economica».
La rappresentanza di un interesse, sia pure in senso lato, è ciò che muove Susanna Creperio Verratti. Studiosa di filosofia politica, ha scritto due libri a quattro mani con Edward Luttwak. Si candida con Forza Italia ma vuole soprattutto dar voce alle donne: «È indecente che la nostra percentuale di elette sia da Paese in via di sviluppo».
Se dall?Europa si passa in Provincia, ecco la novità. E chissà se diventerà tendenza. Se fino a ieri le congregazioni piazzavano il loro uomo nelle liste altrui, per Palazzo Isimbardi un sindacato ha gemmato una lista in proprio: Insieme per Milano. Che è diretta espressione dello Snami, il sodalizio medico più rappresentativo a Milano città. Al grido di «Medico e paziente, un?alleanza vincente» i dottori snobbano Colli, Penati e Zanello per proporre un candidato presidente autoprodotto, l?estroso Marcello Costa Angeli. Nei collegi, soltanto medici di base residenti nei rispettivi collegi: «Il vero sportello al cittadino» dice Costa Angeli. E poi c?è il Codacons, l?associazione consumatori che si fece partito. Il presidente dell?associazione Carlo Rienzi sfida direttamente Ombretta Colli e i suoi manifesti son già leggenda: c?è lo stesso Rienzi ripreso dalla vita in su con una ragazza che gli guarda allarmata l?invisibile cavallo dei pantaloni: «Forse non si vede, ma ci girano le palle».


Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this