19 Maggio 2004

I giudici: Il canone per le acque reflue va pagato



A Meta di Sorrento il contributo per lo smaltimento delle acque reflue anche se il Comune è privo dell?impianto di depurazione. Lo stabilisce la commissione tributaria provinciale di Napoli che respinge i ricorsi presentati dal Codacons.

?

Niente da fare, il canone di depurazione va pagato. L?anno scorso alcuni cittadini del Comune di Meta di Sorrento avevano presentato ricorso sostenendo di aver diritto al rimborso del canone pagato per gli anni 1999 e 2000, in quanto in tale periodo non avrebbero usufruito dell?impianto di depurazione, poiché inesistente. Ma la sentenza dei giudici va nella direzione opposta: la commissione tributaria sottolinea che nel Comune di Meta, amministrato da Carlo Sassi, risultava già avviata la progettazione dell?impianto come stabilito dalla legge e che le somme provenienti dal canone erano state accantonate nel bilancio, nello specifico capitolo di spesa a partire dal 1996. Inoltre poiché il Comune utilizza una forma primaria di depurazione delle acque reflue attraverso la grigliatura prima dell?immissione nel collettore di scarico, non vi è alcun motivo che consente ai cittadini di non pagare quanto dovuto ai sensi della normativa vigente. Stefano Tempesta, amministratore delegato di Gori spa, ente gestore unico del servizio idrico integrato in Penisola Sorrentina e in altri settanta comuni dell?Ato numero 3 sarnese-vesuviano (l?ambito territorale ottimale) sottolinea come quella di oggi sia ?una tappa significativa che inverte finalmente una tendenza che sarebbe stata deleteria per tutti?. Tempesta, infatti, sottolinea come il canone di depurazione pagato in assenza dei relativi impianti consentirà alla Gori di realizzare investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie al territorio. ?Il versamento della quota – aggiunge – è stato previsto dal legislatore solo ed esclusivamente per garantire la tutela dell?ambiente e, soprattutto, delle generazioni future?.
Secondo Alberto Irace, presidente dell?ente d?ambito sarnese-vesuviano ?queste sentenze contribuiscono a rafforzare il concetto che è alla base della legge Galli (la numero 36 del 1994), ossia la necessità di individuare un?unica tariffa relativa all?intero ciclo integrato dell?acqua che va dalla captazione alla depurazione?. Il rispetto delle prescrizioni di legge, secondo Irace, non coincide in questo ?con un inutile immobilismo, ma consente l?attuazione di programmi di miglioramento degli impianti, che si concretizzano poi nella prevenzione e riduzione dell?inquinamento ambientale al fine di conservare e proteggere la risorsa acqua?.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this