Bosio «brucia» Cavalli e Bino
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fonte:
- Brescia Oggi
Ai blocchi di partenza 25 liste e 7 presidenti: ai primi posti gli «outsider»
La griglia di partenza in vista delle elezioni provinciali del 12 e 13 giugno prossimi è decisa. Il presidente della commissione elettorale Filippo Nove nella sala della Corte d?Appello ha estratto ieri mattina l?ordine di apparizione delle 25 liste e dei 7 candidati a presidente dell?ente: in prima fila ci sono gli «outsider», mentre i big della politica bresciana sono in coda. Stabilita quindi la successione con cui le liste e i nomi degli aspiranti alla poltrona più alta del Broletto compariranno sui manifesti da esporre nei vari seggi e sulle schede elettorali.
Al primo posto c?è Adriano Bosio. sostenuto dall?unica lista «Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini», subito dopo il giovane Antonio Perini, che corre con le liste dei «Consumatori Codacons» e dei «Socialisti Uniti per Brescia», al terzo posto Giulio Arrighini, che guida le liste «No Euro» e «Lega Padana Lombardia». In quarta posizione Paolo Pedersoli sostenuto dalla triade formata da «Cacciatori pescatori lombardi», «Lega Pensionati» e «Lega pr l?autonomia – Alleanza Lombarda».
Il presidente uscente Alberto Cavalli, che conta sull?appoggio di ben sette liste per raccogliere i voti del centrodestra, è al quinto posto. Con lui An, «Pri-Liberal-Sgarbi», «Buffoli con Cavalli», «Lista Cavalli», Forza Italia, Udc, «Liberaldemocratici-Patto con Cavalli».
Ad aggiudicarsi la sesta posizione è il candidato presidente del centrosinistra, Tino Bino, appoggiato addirittura da nove liste: in ordine di apparizione sulla scheda, Verdi, Rifondazione, Margherita, Cacciatori Bresciani, Comunisti Italiani, Democratici di sinistra, Di Pietro-Occhetto-Italia dei Valori, Socialisti Sdi-Civica Riformista e Lista Civica.
Infine il capogruppo dei leghisti alla Camera, Alessandro Cè, che corre contando sulle sole truppe padane della Lega Nord Padania.
Fino all?ultimo sembrava ci potesse essere un?altra lista con un ottavo candidato presidente. E invece il tribunale ha accolto i ricorsi dell?Udc contro la lista democristiana che domenica era stata ammessa dalla commissione circondariale e poi ha subìto i «no» del tribunale (a differenza di quanto è accaduto a Sondrio, dove il reclamo dell?Udc è stato respinto). Si tratta della «rinata» Dc di Lino Rodella con simbolo dello scudo crociato (Libertas) su cui sono piovuti due ricorsi del partito «fratello» Udc.
Rodella e la sua lista sono ricorsi, a loro volta, al Tar del Lazio, che però già ieri ha dato nuovamente un parere sfavorevole. «A questo punto ci conviene accettare a malincuore la situazione – ha confessato Rodella -: è una lotta tra Davide e Golia, anche se abbiamo altri due udienze sulla questione del simbolo». La cosa che più rammarica Rodella e i suoi è che non hanno avuto la possibilità di cambiare il simbolo contestato: «Ce l?avevamo pronto, e invece ci hanno buttati fuori». Oggi Rodella ufficializzerà il «ripiegamento» della sua pattuglia democristiana: «Golia stavolta ha vinto, ma ci riproveremo: l?anno prossimo saremo alle Regionali».
Intanto in vista delle prossime elezioni amministrative la commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia invita le donne a impegnarsi nell?attività politica e a votare «donna». La commissione lamenta il fatto che le donne «sono così poco numericamente rappresentate» e quindi «c?è la necessità di dar voce a tutte coloro che possono elaborare politiche per le donne come i servizivi per il lavoro di cura, per l?infanzia, e l?organizzazione del lavoro».
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