Big, outsider di lusso e amici-nemici
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fonte:
- Corriere della Sera
nel salotto buono del voto cittadino
Ci sono «Don Basilio» e i gemelli-coltelli. C?è la Santa tricolore e il più veloce degli italiani. E poi l?avvocato nudista e un grande ritorno: Barlusconi Pericle, il «refuso della politica». Sembra «Big Fish» di Tim Burton, e invece è il collegio 1 di Milano, il centro storico, il salotto buono delle elezioni provinciali: chi è candidato qui di fatto è il capolista, il pezzo pregiato di ciascun movimento. Agli amatori, il collegio chic offre più d?un motivo di interesse: qui si sfidano frontalmente vecchi compagni di partito, amici di lunga data, outsider di lusso. Per la serie gemelli-coltelli, la sfida più stuzzicante è quella tra Roberto Caputo e Roberto Biscardini. Storie parallele in modo imbarazzante: socialisti nati, negli anni ruggenti del garofano militavano entrambi tra i lombardiani, l?opposizione da sinistra di Bettino. Quando uno era vicesegretario provinciale, il secondo era vicesegretario regionale. Il primo diventava assessore a Palazzo Marino, l?altro prendeva i galloni al Pirellone. Si chiamano persino tutti e due Roberto. Amici da decenni, per decenni non hanno mai smesso di litigare. Finalmente, per una ragione: Caputo oggi corre per Forza Italia, Biscardini per lo Sdi. Centrodestra contro centrosinistra. E così, continuano: «Al di là dell?amicizia – dice Biscardini -, la mia campagna sarà contro quei socialisti che hanno abbandonato la collocazione naturale. Mai avrei immaginato di trovarmi di fronte, per il centrodestra, Roberto Caputo». «I socialisti, caro mio, stanno dove si fanno le riforme – risponde il gemello -. E oggi le riforme le fa Forza Italia». Per la cronaca, Biscardini oggi è il superattivo segretario Sdi, Caputo è il presidente del consiglio provinciale. Virtù rara, è apprezzato per l?equilibrio anche dalle opposizioni.
Un?altra sfida tra amici si gioca tutta dentro il centrosinistra. Perché la Quercia schiera il capogruppo in Comune Emanuele Fiano, architetto e già presidente della comunità ebraica. Dovrà vedersela con Basilio Rizzo: 21 anni da oppositore a Palazzo Marino e figura fondante dell?ambientalismo milanese. Il cui rigore indiscusso ha spinto il sindaco Albertini a soprannominarlo «Don Basilio». Oggi, il «don» laico corre con la «lista delle liste»: il tentativo di dare respiro non solo municipale alle liste civiche che hanno governato l?hinterland. E di miscelare queste ultime con l?associazionismo. «Mi spiace dover sfidare Basilio – dice Fiano -. Io sono più sensibile di lui alle ragioni dello sviluppo, ma per me è sempre stato un punto di riferimento per la grandissima coerenza». Rizzo, naturalmente filo palestinese, dice di aver cominciato a comprendere le ragioni di Israele «grazie a Lele e a mia moglie».
Paradossalmente, per tutti l?uomo da battere è una donna, la Santa tricolore. Daniela Garnero Santanché. Nel suo partito qualcuno ancora storce il naso per la disinvoltura di «Danielina». E, invece, An dovrebbe farle un monumento: alla causa ha portato risorse, capacità organizzativa, il lasciapassare per ambienti altrimenti lontani. E tanta grazia di Dio: in questa campagna elettorale le sue testimonial sono trenta-ragazze-trenta in minigonna che girano la città in Ape Piaggio, le «Api laboriose». Soprattutto, Santanché porta ad An una batteria di voti: nel 1999 nessuno ne prese di più, in nessun partito. La macchina da guerra è già partita: oltre alle Api, ha ingaggiato decine di madonnari che interpretano al gessetto il logo di An. In agenda c?è già un party al Casablanca e una cena all?aperto per centinaia di persone con cantanti e artisti. Ma una volta eletta resterà in Provincia? «Altroché. Voglio fare l?assessore al Bilancio».
Il salotto di Milano 1 riserva anche altre chicche. Per esempio, un campione come Pietro Mennea. Che tira la volata a Ombretta Colli con la lista dei Liberaldemocratici. Oppure, il presidente del Codacons Carlo Rienzi: l?associazione dei consumatori è diventata una lista politica all?americana. Il Ralph Nader italiano, per piangere sul perduto potere d?acquisto degli stipendi, non ha esitato a mettersi in mutande sui manifesti elettorali. Per ultimo, ma grandissimo, non si può non citare una vecchia conoscenza: Pericle Barlusconi non si perde un?elezione. Da qualche anno corre con il partito Pensionati e non manca d?ironia: «Sono un refuso della politica».
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